Gazzetta di Modena

Modena

castelfranco 

Reggianini: «Lascio un Comune efficiente»

Agata Patanè
Reggianini: «Lascio un Comune efficiente»

Il bilancio dei dieci anni di mandato del sindaco uscente «Debiti calati sensibilmente e patrimonio riqualificato»

3 MINUTI DI LETTURA







«Se dovessi valorizzare alcuni aspetti della mia esperienza come sindaco, metterei al centro l’aver lavorato per la mia comunità e con la mia comunità, che è un elemento impagabile avendolo fatto al meglio delle mie capacità. Il che non significa che va tutto bene, io sono molto terreno e sono consapevole che probabilmente ripensando alle cose tra dieci anni ci sono cose le modificherei, non farei cose che invece ho fatto e ne farei altre che non ho fatto. Questo fa parte dell’essere umano, anche se credo che quando abbiamo assunto certe decisioni non avremmo potuto fare scelte diverse, perché l’idea di girare da una parte o dall’altra era la più congrua rispetto al contesto in cui si viveva, sotto un profilo politico amministrativo».

Sono queste le parole del sindaco uscente Stefano Reggianini, che fa un bilancio della sua esperienza decennale.

Un’analisi, la sua, in cui riconosce anche i limiti, anche legislativi, ma evidenzia al tempo stesso i mutamenti che egli descrive come positivi e importanti per tutta la comunità castelfranchese.

Se infatti da un lato parla degli ultimi dieci anni come “gli anni peggiori per il comparto enti locali”, complici scelte politico-legislative come il decreto 78/2010.

Come ricorda lo stesso Reggianini «è entrato in vigore quando sono arrivato io, imponendo limiti di spesa presenti ancora oggi».

Reggianini al tempo stesso è orgoglioso per il lavoro fatto, un cammino di cui evidenzia alcuni aspetti. «Riconsegno un Comune che è molto patrimonializzato, nel senso che abbiamo riqualificato gran parte del patrimonio pubblico e ne abbiamo aggiunto altro – spiega Reggianini - Ho contribuito a ridurre ulteriormente il debito che già c’era ed ora è al minimo. Consegno un Comune che ha un bilancio assolutamente sano e che in dieci anni ha saputo non solo consolidare i servizi ma anche rendere più efficiente la macchina comunale, anche con nuovi servizi».

Tra gli ambiti che il sindaco valorizza maggiormente ci sono gli investimenti straordinari per scuola, cultura, sport. Cita ad esempio i lavori di adeguamento sismico ed energetico delle scuole comunali, il trasferimento della biblioteca nel complesso Bini, gli investimenti su strutture e società sportive territoriali e la recente riqualificazione del centro.

Nei risultati che Reggianini indica con più orgoglio c’è però una macchina comunale completamente rinnovata, alla base di tutti gli interventi sul territorio: «Abbiamo fatto scelte importanti - dice - in diversi settori. Riconsegno un territorio decisamente riqualificato rispetto a come l’ho avuto in consegna dieci anni fa, questo anche perché abbiamo avuto il coraggio, in particolar modo nella seconda consigliatura, di metter mano alla struttura comunale».

«Abbiamo fatto una scelta radicale di riforma dell’impianto organizzativo del Comune, che oggi è un patrimonio della nostra comunità».

Delle differenze tra prima e seconda consigliatura il primo cittadino evidenzia l’esperienza acquisita.

«Nei primi cinque anni - esemplifica - magari stavo dentro gli uffici anche quindici ore al giorno, mentre adesso me ne vado che potrei governare anche solo un’ora al giorno. So già come si gestisce il procedimento, so già a chi devo chiedere cosa e in quanto tempo, conosco il bilancio come le mie tasche».

Reggianini non manca di rimarcare l'importanza di tutte le persone che a livello tecnico, amministrativo e gestionale sono state al suo fianco nel corso degli ultimi dieci anni, permettendogli di “cambiare faccia” a Castelfranco ma anche di avviare un percorso che secondo l’uscente sindaco dovrà essere portato avanti da chi prenderà il suo posto, come spiega lo stesso.

«Chi verrà dopo di me si troverà su un treno lanciato, perchè per i prossimi tre anni dovrà solo gestire glia appalti che ho già assegnato e che gli lascio in eredità. Sfide per il futuro di Castelfranco sono la creazione di una vera identità castelfranchese, possibile anche attraverso il potenziamento del polo culturale e l'apertura ad offerte serali che possano permettere soprattutto ai più giovani di vivere la loro città». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google