Gazzetta di Modena

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«Basta allarmismi e paure Così si spaventano le famiglie e i clienti» Ma c’è chi terrà chiuso

Giovanni Balugani
«Basta allarmismi e paure Così si spaventano le famiglie e i clienti» Ma c’è chi terrà chiuso

Commercianti del centro divisi. Qualcuno abbasserà la serranda Cinzia Ligabue (Licom): «Città efficiente e pulita. Fiducia nella polizia» 

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la situazione



Una comitiva di turisti giapponesi si infila in piazza Mazzini, seguendo pedissequamente la propria guida in direzione della sinagoga. Un’altra, più rumorosa, si sta addentrando nel Duomo: sono spagnoli.

In un martedì pomeriggio prefestivo il centro è stupendo. Mai si potrebbe immaginare che qualche negoziante possa temere a tal punto per l’incolumità del proprio esercizio commerciale da accarezzare l’idea di tenere chiuso il negozio venerdì, in occasione dell’arrivo del ministro Salvini e del ritrovo degli anarchici del circolo Ligéra.

«Un’altra manifestazione? Io tengo chiuso», dice con un sorriso amaro Fabrizio Croci, titolare di Parsifal, laboratorio orafo in vicolo Caselline, proprio a due passi dalla piazza da cui parlerà il leader della Lega.

Poco più in là, in via Emilia centro, restano i segni della manifestazione del 25 aprile. Un muro è stato ritinteggiato, ma il colore scelto è leggermente differente dall’originale ed è quindi facile intuire che lì gli anarco-insurrezionalisti avevano lasciato il segno.

«E sapete chi paga? Io...», evidenzia con una certa fermezza la titolare del negozio di abbigliamento Bolero Woman. «Terrò chiuso anche io venerdì, perché quello che è successo il 25 aprile è inaccettabile. Qualcuno di quei manifestanti si è incappucciato davanti a me e mi ha rovinato la vetrina, che ho pulito fino alle 9. Sono anche corsa verso la polizia, ma mi hanno detto che non potevano fare nulla».

Verrebbe da pensare che il pessimismo sia sentimento diffuso tra i commercianti del centro, invece c’è chi sceglie la strada opposta. Chi non vuole tenere chiuso e anzi, a qualche giorno di distanza, analizza con più lucidità quanto accaduto il pomeriggio del 25 aprile.

«Sembrava fosse successa la fine del mondo, ma la città è già in ordine», sottolinea Cinzia Ligabue, che oltre ad essere titolare del negozio Martinelli di via Emilia centro è anche presidente di Licom e quindi ha il polso generale sui sentimenti dei negozianti. «Sono tutti molto tranquilli, adesso la paura principale è che i clienti siano spaventati. Si è fatta una pubblicità troppo negativa, noi dobbiamo arginare la paura ed evitare di intimorire le famiglie. Nel giro di un giorno Modena era ripulita, a testimonianza che viviamo in una città super efficiente e stupenda. Il commercio ha bisogno di tranquillità. Arriva Salvini? Sono certa che la polizia, che già il 25 aprile è stata bravissima a preservare alcuni punti sensibili come il Duomo, saprà come arginare quei pochi “cretini”».

Insomma basta allarmismi, basta paura. «Basta tutto», dice un’altra commerciante che chiede di restare anonima. «Quello che decidono sindaco, questura, prefettura e carabinieri va benissimo. Nessun problema».

Non proprio sulla stessa linea Paola Reggiani, che il 25 aprile si è dovuta barricare, su indicazione della polizia, all’interno del suo negozio di scarpe Geox: «Io mi chiedo solo una cosa: ma perché devono passare di qua? Per via Emilia? Non possono manifestare altrove?».

Domande che tutti i modenesi continuano a porsi. —





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