Gazzetta di Modena

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La storia / 1  

Il Tfr impossibile per 250 lavoratori del settore carni

Stefano Turcato
Il Tfr impossibile per 250 lavoratori del settore carni

Il sindacato Si Cobas: «Le coop appaltatrici scompaiono i committenti non pagano e la burocrazia blocca tutto»

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È un problema grave che da tempo angustia soprattutto il settore lavorazione carni nel Modenese e che il sindacato Flai Cgil sta affrontando con impegno. I lavoratori delle cooperative che hanno in appalto dai principali committenti della zona la lavorazione delle carni non riescono a percepire il Tfr che spetta, il Trattamento di fine rapporto che per molti di loro ogni anno e mezzo o due anni andrebbe erogato perché i rapporti di lavoro, nella grande parte dei casi, non durano di più. Tra cooperative fasulle che falliscono o che non versano le contribuzioni, oppure che chiudono per riaprire poco tempo dopo con altra denominazione per ricevere l’incarico sugli stessi appalti, accade che il lavoratore si veda rimpallare continuamente da una società all’altra, sia pure per svolgere sempre la stessa attività e nello stesso stabilimento del committente. «È una realtà complessa - dice Marco Bottura di Flai Cgil - con i lavoratori che si trovano stretti nella morsa da una parte della burocrazia, fra Inps e Fondi di Garanzia e di Tesoreria, che impedisce l’erogazione del Tfr in questi casi, e dall’altra dal comportamento di committtenti e coop appaltatrici che con questo sistema sanno bene di andare sempe a parare nelle stesse situazioni con rimpalli di responsabilità e danni solo per gli addetti».

«Il diritto di questi lavoratori - aggiunge Bottura - decade dopo due anni, quindi è importante che ogni volta, quando finisce un rapporto di lavoro con queste cooperative, loro si attivino per tempo, anche se in ogni caso passano anni prima che la burocrazia consenta di avere quanto spetta. Noi come Cgil ci siamo battuti su vicende di questo tipo anche nei mesi scorsi riguardo il Consorzio Euro 2000 che lavorava per Inalca».

Ieri su questi temi è sceso in campo anche il sindacato Si Cobas con un presidio davanti alla Prefettura di Modena in attesa di un tavolo istituzionale che è stato rinviato alla prossima settimana. Una discesa in campo che riguarda i lavoratori di coop attive in passato per quattro committenti modenesi.

«Ci sono 250 lavoratori - dice Enrico Semprini dei Si Cobas - di cooperative che hanno lavorato per i committenti Bellentani-Citterio di Vignola, Alcar Uno di Castelnuovo, Special Carni di Vignola e Gigi Salumificio di Castelnuovo che non riescono a riscuotere migliaia di euro ciascuno dei loro Tfr. Se vogliamo fare un calcolo approssimativo, e molto prudenziale, delle somme che spettano a questi addetti e che non riescono ad avere, si arriva a molto più di un milione di euro. Le cooperative, o fallite o comunque scomparse, ovviamente non pagano, i committenti, cui spetterebbe l’onere in questi casi, si sottraggono perché dicono che correrebbero poi il rischio di vedersi chiedere le stesse somme da curatori fallimentari o commissari a seconda delle situazioni delle coop appaltatrici diventate fantasma. E non si deve dimenticare che questi sono soldi sacrosanti dei lavoratori e che queste realtà si devono proprio al comportamento di committenti e cooperative appaltatrici. Alla fine chi ci rimette sono sempre gli stessi e parliamo di famiglie che già guadagnano poco e che faticano a ottenere quello che spetterebbe loro». —



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