San Felice 1893 verso l’assemblea Il dg Belloi: «La cura sta funzionando ed è necessaria per soddisfare i soci»
san felice. Sabato è in programma l’ assemblea dei soci di San Felice 1893 Banca Popolare. Alla luce dei temi delicati sul banco, abbiamo interpellato il nuovo dg dell’istituto.
Dottor Belloi, possiamo dire che pulizia è stata fatta?
«La banca è una forma economica di vita per cui va osservata in divenire. L’igiene va curata quotidianamente. Oggi affermare che le pulizie siano state fatte completamente è azzardato per qualsiasi istituto di credito anche in considerazione del “calendar provisioning” introdotto dalla Bce. Certo è vero che siamo scesi da un Npl ratio del 21% nel 2017 ad un 15% a fine 2018 con copertura al 53%. In questo primo quadrimestre del 2019 l’indicatore è sceso ancora al 13,8%. L’obiettivo del 10% che ci eravamo posti a fine 2021 contiamo di raggiungerlo già nell’anno prossimo, se non prima. Sanno bene gli addetti ai lavori che questo è un dato importantissimo e testimonia la determinazione con cui stiamo affrontando il tema “pulizia”».
E la redditività?
«Si sta delineando al termine del primo trimestre un utile lordo di circa un milione di euro, ben sopra agli obiettivi di piano industriale. Si tratta di un primo dato gestionale peraltro privo di alcune componenti rettificative che impattano nei dati semestrali e annuali. Commentarlo con toni troppo positivi è prematuro. Ma è la conferma che la strada tracciata sia giusta. Siamo molto determinati nel portare tutti gli indicatori (rischiosità, redditività e patrimonializzazione) nella zona di eccellenza del nostro segmento».
Ma non stavate cercando partner per aggregarvi?
«Per questo è necessario che i nostri indicatori siano più positivi possibile, in linea ai migliori. Per assicurare ai soci un concambio che possa dare soddisfazione al loro investimento, e nel contempo consenta alla banca di salvaguardare le prerogative dei clienti, del territorio e dei dipendenti».
L’Associazione Amici della San Felice è... perplessa.
«Fa il suo mestiere. Considerato che i temi che preoccupavano questi soci sono quasi risolti, una continua ricerca di ribalta fa male alla banca e quindi a loro stessi essendone soci. È necessario esser consapevoli che la banca ha anche pagato il fatto di essere stata, come è nello stile delle Banche Popolari, vicina alle famiglie ed alle imprese del territorio, abitudine che non vuol certo perdere. Sono convinto che col conforto dei numeri che già si vedono e si vedranno a mesi questa associazione sosterrà l’azione di consiglio ed esecutivo».
Vuol dire che la cura Zanini/Belloi funziona?
«Con il presidente e l’intero Cda abbiamo fatto degli interventi energici sull’organizzazione stravolgendo l’infrastruttura umana e investendo su quella tecnologica. Il nostro settore è caratterizzato da una forte intensità di lavoro, i risparmi sono apparsi evidenti da subito. A questo si va sommare un costo del credito più contenuto ed il fatto che, nonostante le notizie di stampa non rassicuranti del 2018, la gestione “core” tenga bene. Per questi motivi bisogna ringraziare i dipendenti e la clientela che hanno creduto e continuano a credere in questa istituzione. Per gli aspetti reddituali e patrimoniali, le cose stanno andando meglio del previsto anche se, visto il contesto economico, non è ancora il caso di cantar vittoria». —
A.Se
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