Teneva arsenale in casa 41enne ha patteggiato
ZOCCA. Ha patteggiato un anno e due mesi di carcere (pena sospesa) Eugenio Lolli, il 41enne di Zocca che sette anni fa venne arrestato dopo la scoperta di un vero e proprio arsenale in casa sua.
Otto mesi a testa per alcuni suoi conoscenti che avevano nascosto armi nelle loro proprietà private. C’è anche un rinvio a giudizio. Si è chiuso così ieri mattina davanti al gip Paola Losavio (pm Katia Marino) il clamoroso caso di rinvenimento di armi nato da un pacco intercettato e aperto all’aeroporto di Bologna che conteneva armi e che aveva portato allo zocchese. La Procura di Bologna infatti aprì un’inchiesta che venne poi girata alla Procura di Modena e finì con un blitz della Squadra Mobile di Modena nell’abitazione di Lolli.
La perquisizione terminò con il ritrovamento di un ingente quantitativo di armi e munizioni trovate e sequestrate dalla polizia: reperti bellici, un mortaio, delle pistole P38, Beretta 7,65, pugnali delle SS, reperti fascisti e nazisti. Alcune armi erano funzionanti, altre erano state modificate per renderle funzionanti.
Non c’erano solo armi. Pare sia stato sequestrato anche materiale esplosivo; residuati bellici da collezionisti per cui sono dovuti intervenire gli artificieri. L'uomo è stato arrestato e incarcerato a S. Anna. L’accusa era di detenzione abusiva di armi. Anche alcuni conoscenti vennero implicati: nella loro proprietà vennero trovate altre armi che erano riconducibili a Lolli.
A margine dell’operazione si parlò anche di contatti con il mondo dell’estremismo nero italiano e in particolare con un ex sospettato per la strage di Piazza Fontana, ma questa pista non arrivò a nulla e ogni sospetto è caduto. —
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