Donna incinta al settimo mese attende oltre un’ora i soccorsi
Arrivata al Poliambulatorio aveva un’emergenza ostetrico-ginecologica Dopo mezz’ora chiesto l’elisoccorso arrivato ancora più tardi da Bologna
Si riaccende la questione sanitaria a Pievepelago, e non solo, per le donne a fine gravidanza, il cui trattamento sul territorio resta una ferita aperta dopo la chiusura, a ottobre 2017, del Punto nascita di Pavullo. L'episodio è avvenuto ieri mattina, e secondo una prima ricostruzione si presenta in questi termini. Verso le 8.40 si è presentata al Poliambulatorio della Casa della Salute una donna al settimo mese che ha evidenziato un'emergenza ostetrico-ginecologica. Alla Casa della Salute non c'è ancora l'infermiere 118 (ne era prevista l'attivazione a inizio anno, ma è slittata) ed è stata quindi chiamata l'ambulanza infermieristica 118 da Sestola. Che non vola, e quindi ci ha messo la sua mezzoretta ad arrivare. Qui i riscontri dell'infermiere hanno confermato l'emergenza e quindi la necessità di un trasporto d'urgenza in ospedale: è stato quindi chiesto l'intervento dell'elicottero. Ma il mezzo di Pavullo stavolta era impegnato su altro intervento. Allora si è dovuto ricorrere a quello di Bologna, ma i tempi tecnici non hanno permesso l'arrivo prima delle 10. La gestante dunque ha atteso un'ora e venti prima di avere accesso al sistema di trasporto d'emergenza idoneo, tempo trascorso con comprensibile ansia sua e dei famigliari. È stata quindi caricata sull'elicottero e condotta al Policlinico, dove si trova tuttora. «Speriamo che stia bene, e che la sua situazione sia evoluta nel migliore dei modi, ma non possiamo non denunciare l'episodio come grave almeno per tre motivi» sottolinea Maria Cristina Bettini del comitato Salviamo l'ospedale di Pavullo. «Innanzitutto, perché sono 10 anni che a Pieve aspettiamo l'infermiere 118: avevano promesso che sarebbe arrivato a inizio 2019 e invece non si vede. Se ci fosse stato, avrebbe potuto seguire subito questa donna in una situazione anche emotivamente molto impegnativa. In secondo luogo, chiediamo all'Ausl quanto tempo ci ha messo l'ambulanza 118 ad arrivare da Sestola: sono stati rispettati i 20 minuti previsti da protocollo regionale? In terza battuta, lascio al buonsenso comune giudicare se è meglio attendere un'ora e venti in quello stato o essere portati in mezz'ora all'ospedale di Pavullo con un Punto nascita adeguato. Senza contare lo stress a cui sono stati sottoposti anche i famigliari, in questa situazione». Dall'Ausl per ora si è saputo che la gravidanza «in quanto non fisiologica non sarebbe potuta comunque essere seguita a Pavullo anche con Punto nascita attivo: occorreva un centro di livello superiore» e che la donna è arrivata al Policlinico senza parto precipitoso durante il viaggio. —
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