Difesa di Splenioforma «Sono stato frainteso Nessun intento razziale»
«Sono stato frainteso e l’accaduto strumentalizzato. Come vi siete premurati di fare voi della stampa, chiamandomi affinché potessi spiegare, avrebbe fatto bene a fare lo stesso il Comune di Mirandola. Le parole che ho rivolto a quella ragazza, chiedendole di togliersi il velo se voleva iscriversi in palestra, non avevano nessun intento offensivo, ma volte al rispetto di una regola che, in una palestra, è quella di indossare abbigliamento ginnico ed adeguato all’ambiente. Nessun motivo religioso o razzista. Abbiamo infatti dei musulmani, ma si allenno senza indossare il velo».
Si difende il presidente dell’associazione “Splenioforma” che gestisce la palestra di San Giacomo Roncole, teatro dell’episodio denunciato da Khadija Tajeddine. «Ha chiesto di iscriversi - continua - Le ho risposto che per farlo avrebbe dovuto togliersi il velo. Lei insisteva nel volerlo tenere, asserendo che fosse un suo diritto. Le ho semplicemente fatto degli esempi, nominando Batman e le suore. Anni fa è arrivata davvero una suora: Anche a lei ho detto che per iscriversi avrebbe dovuto non indossare gli abiti tipici da suora. Poi c’è un mio cliente che stravede per Capitan America. Una volta mi ha chiesto se poteva venire ad allenarsi indossando il costume del suo eroe. Gli ho risposto che se voleva farlo giusto una volta per farci quattro risate insieme. Ecco perché ho nominato Batman e le suore. Non l’ho fatto per offenderla, ma solo per farle capire che avevo già avuto dei precedenti simili. Questa non è la palestra di CasaPound». —
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