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E gli anarchici del Ligéra si limitano al volantinaggio

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E gli anarchici del Ligéra si limitano al volantinaggio

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Musica, birra e quello striscione giallo che campeggiava anche il pomeriggio del 25 aprile davanti al corteo della discordia che ha attraversato la città: «Contro Fascisti, Cpr e Stato di polizia: Resistenza».

La giornata degli anarchici del circolo Ligéra è stata decisamente in tono sommesso rispetto alla settimana scorsa. Avevano annunciato da alcuni giorni, alla notizia dell’arrivo in città del ministro dell’Interno Matteo Salvini, che avrebbero messo in campo un sit-in di 24 ore per protestare. C’era chi temeva nuovi vandalismi e imbrattamenti, tanto che alcuni negozianti avevano deciso di non alzare la serranda e di tenere chiuso. Ma nulla di tutto ciò ha avuto luogo ieri pomeriggio.

Anzi gli anarchici per tutto il giorno si sono limitati a un volantinaggio all’incrocio tra via Pomposa e via del Taglio, a non più di duecento metri dal palco di Salvini. Eppure avevano fatto intendere che la loro azione sarebbe iniziata dalla notte prima fino alla fine del comizio. Una sorta di happening che aveva fatto temere l’arrivo in città di altri gruppi simpatizzanti dal nord e centro Italia, come era avvenuto il 25 aprile.

In realtà l’adesione è stata molto esigua, tanto che le forze dell’ordine predisposte era superiori in numero ai manifestanti, che mai hanno cercato di allontanarsi dalla propria zona di competenza, sorvegliati anche da alcuni agenti della digos di Modena.

Il pomeriggio degli appartenenti al circolo Ligéra è trascorso da canti, c’era anche una chitarra, bevute e il tentativo di sensibilizzare i passanti sulla questione del Cpr, “Il Centro permanenza per i rimpatri” che a loro detta è un lager ideato dallo Stato per tenere in schiavitù gli immigrati. —

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