Gazzetta di Modena

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CASTELFRANCO 

In campo volontari anti-rifiuti con raccolta strada per strada

Agata Patanè
In campo volontari anti-rifiuti con raccolta strada per strada

Enrico Crabbia e la sua compagna Alessandra hanno lanciato l’iniziativa  Ora il gruppo è composto da alcune decine di persone: «Serve un osservatorio»

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«L’obiettivo finale? Vorrei che ogni abitante acquisisse una coscienza ambientale, raccogliere ciò che si trova buttato per strada, senza doversi per forza organizzare con servizi sempre più dispendiosi. Se poi alla base non ci fosse gente che abbandona i rifiuti dove capita, noi eviteremmo di passare la domenica mattina a raccoglierli. Anche questi sono momenti di ritrovo, che hanno il loro aspetto goliardico e piacevole, ma bisognerebbe prima di tutto lavorare sulle persone».

Così parla il castelfranchese Enrico Crabbia, che assieme alla compagna Alessandra ha dato il via ad un fenomeno di sensibilizzazione sull’abbandono dei rifiuti nei luoghi pubblici e, soprattutto, negli spazi verdi destinati alle coltivazioni ed ai flussi d’acqua.

«A fine 2018 siamo andati in due a fare una pulizia – spiega Enrico - Dopodiché ho scritto su Facebook un post con varie foto ed altre persone hanno cominciato a contattarci, per potersi associare in un’iniziativa di gruppo.

È da lì che è partita l’idea di associarsi ad altre persone, ritrovandoci una volta al mese davanti all’ex mercatone, in via Fabbri. La prima volta ci siamo trovati in una trentina, mentre domenica scorsa ci siamo trovati in otto perché pioveva a dirotto. Saremmo dovuti essere una quarantina, ma il tempo non era dei migliori. Comunque abbiamo fatto un miracolo perché abbiamo raccolto davvero tanta roba».

Un impegno concreto quello della coppia castelfranchese, che anziché nascondersi dietro l’ormai usuale polemica social, ha deciso di utilizzare questo mezzo di comunicazione per portare un messaggio basato sul buon esempio.

«Lo facciamo per dare più decoro alla città ed all’ambiente, per ridurre il nostro carico inquinante, per sensibilizzare - spiega Enrico - Certo, mi capita anche di parlare con chi butta qualcosa per strada».

« All’inizio - aggiunge - quando magari mi avvicinavo in maniera aggressiva, avevo risposte dello stesso tono; poi col tempo ho visto che la cosa migliore è parlare con dolcezza, cercare di colpire empaticamente le persone senza aggredirle, perchè non serve proprio a nulla».

Il suo impegno ha già coinvolto molti cittadini del Comune, ma l’intento sarebbe quello di portare un cambiamento anche a livello amministrativo, piano in cui secondo Enrico il lavoro da fare è ancora molto.

«Cerco di passare qualcosa agli altri - aggiunge - Cerco di sensibilizzare l’amministrazione per azioni mirate a dissuadere le persone dal buttar via rifiuti alla rinfusa, ma anche a fare delle pulizie attraverso gli enti preposti. Una volta c’erano gli spazzini, ora invece non passa nessuno e gli unici a passare sono quelli che sfalciano, che triturano ovviamente tutti i rifiuti che si possono trovare in mezzo all’erba. Penso a tutti i fossi dove finiscono i rifiuti che vengono così resi irrecuperabili e condotti verso la via del mare».

Una delle proposte che Crabbia porta avanti, oltre ad azioni di rieducazione ambientale, c’è la creazione di un organismo specifico per controllare la situazione rifiuti.

«Andrebbe istituito un osservatorio ambientale - conclude - un organismo di appoggio dell’amministrazione comunale composto da volontari, assessori o consiglieri, che possa vigilare maggiormente sull’ambiente. Dovrebbero essere persone sensibili, istruite e che facciano da osservatori e mettano in campo delle proposte. Questa è una realtà che hanno già istituito in altri comuni, come Nonantola, e mi piacerebbe se fosse istituita anche a Castelfranco». —



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