Maserati, vendite in calo (-41%) con flessione dei ricavi (-38%)
Ma l’Ad Mike Manley assicura che «le cose miglioreranno nel secondo semestre» Preoccupato il sindacato Fiom: «Per i lavoratori un 2019 nero»
Fiat Chrysler Automobiles ha chiuso il primo trimestre 2019 con un utile netto quasi dimezzato a 508 milioni (-47% rispetto allo stesso periodo del 2018) e un ebit adjusted di 1,1 miliardi, in calo del 29%, ma conferma i target fissati per l'anno in corso. L’Ad Mike Manley parla di «risultati 2018 in linea con le attese» e assicura che «anche il 2019 sarà un anno solido».
«Il mercato - spiega Manley - sta rispondendo con entusiasmo al lancio dei nostri nuovi prodotti mentre stiamo attuando tutte le iniziative necessarie a rafforzare le aree di business che hanno risultati più deboli. Sulla base di questi elementi e con i risultati del primo trimestre in linea con le nostre attese, siamo fiduciosi sui nostri target per il 2019».
Fra i numeri del primo trimestre si evidenzia la pesante la flessione di Maserati con consegne in calo del 41% a 5.500 unità e ricavi in flessione del 38% a 471 milioni di euro, ma Manley assicura che «le cose miglioreranno nel secondo semestre».
La Trimestrale preoccupa però in ambito sindacale.
«La Fiom non condivide le valutazioni ottimistiche del management sull'andamento di Fca a partire dalla situazione degli impianti italiani - dice Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil - Il 2019 per i lavoratori di Fca sarà un anno nero: il calo dei volumi e la mancanza di nuovi modelli sta generando un aumento complessivo delle ore di cassa integrazione. Dopo anni e anni di cassa integrazione i lavoratori vivono un problema salariale. I lavoratori del polo del lusso torinese - spiega - pagano l'andamento negativo di Maserati, negativi anche i numeri di Alfa Romeo che costringe i lavoratori di Cassino a vedere aumentare le giornate di fermata. I tempi di lancio produttivo dei due nuovi modelli, 500 elettrica per Mirafiori e Tonale per Pomigliano, non trovano certezze e scadono gli ammortizzatori sociali. La Fiom conferma la necessità di abbandonare l'attendismo, i cambiamenti di mercato e di tecnologie rischiano di non essere più recuperabili senza una azione di sistema che veda coinvolta azienda, sindacati e governo». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google