«Questa non è la mia Mirandola Sono arrabbiata, delusa e triste»
Questa la lettera che la ragazza ha inviato al sindaco Maino Benatti: «Le sto scrivendo per un episodio che non caratterizza Mirandola, la mia Mirandola, e i suoi abitanti. Mi sono recata in una palestra per iscrivermi e usufruire dei suoi servizi, il proprietario, mirandolese, ha rifiutato la mia iscrizione poiché mi vesto in modo poco “occidentale”. Ho chiesto più chiarimenti ed ha risposto che nella sua palestra non iscrive Batman o suore, alludendo al velo che copre il mio capo, ma senza indicarlo in modo diretto, egli ha continuato ad alludere a persone mascherate e suore, senza darmi una ragione. Ho cercato di spiegargli e fargli vedere che sono una ragazza “all’occidentale”, e chi mi conosce sa benissimo che non giro con i “tipici” vestiti neri, lunghi e larghi. Sono una ragazza che conosce la Legge, la Costituzione e i suoi principi, ciò che è successo non ha scusanti. È difficile descrivere la mia sensazione, misto di rabbia, delusione e tristezza. Vorrei denunciare questo atto di razzismo inspiegabile».
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