Gazzetta di Modena

Modena

nel 2014 

Cinque anni fa la corsa era a sette

A.S.

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Ci sono differenze sostanziali tra questa tornata elettorale e la precedente, in cui ci fu un testa a testa finale tra Centrodestra e Centrosinistra.

Allora c’erano sette candidati a sindaco, sostenuti da 14 liste, tra partiti tradizionali e civiche. In ordine alfabetico c’era Giorgio Barbieri (con la lista Sassuolo 2020); Luca Caselli (con le liste di Forza Italia, Sassolesi, Lega nord e Fratelli d’Italia); Franca Cerverizzo (con le liste Siamo Sassuolo, Rifondazione comunista e A noi Sassuolo fa schifo); Erio Huller (con il Movimento 5 stelle); Ivano Piccinini (con la civica Conto anch’io a Sassuolo); Angioletto Usai (con la sua lista Pid, Politica indipendente democratica).

La spuntarono Pastoni e Caselli che si contesero il ballottaggio conclusosi a favore del primo con il 58,2% contro il 41,8% del secondo.

Alle urne, stavolta, andranno più di 31.400 elettori con la tradizionale maggioranza di donne, poco più di 16mila, mentre gli uomini superano di poco i 15mila. Da questi numeri usciranno gli esiti finali della competizione elettorale.

Da registrare, al contrario di quanto si dibatte da tempo, una discreta crescita dell’interesse tra i giovani, equamente distribuito tra destra e sinistra, in buona parte, però, nelle liste civiche. —

A.S.

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