EMERGENZA METEO/ Enel: "Ancora 2mila 300 senza luce" Ponti riaperti a Modena
Decine e decine interventi per danni provocati dalla neve e dala pioggia. Alberi caduti, cantine allagate, strade bloccate Niente lezioni a Palagano, Zocca Frassinoro, Montese e Montefiorino. Meteo in migioramento Autorizzata la riaccensione del riscaldamento nelle case
Il meteo lentamente va migliorando lasciando dietro di se danni ingenti ,e di ogni tipo, nei comuni maggiormente colpiti dall'ondata di maltempo di domenica 5 maggio.
RIUNIONE IN PREFETTURA: ANCORA 2MILA 500 FAMIGLIE SENZA LUCE
Il prefetto di Modena Maria Patrizia Paba ha riunito il centro coordinamento soccorsi, vista l'allerta meteo della protezione civile regionale, verso un ritorno alla normalita', anche se ben 2.500 utenze Enel saltate in provincia stanno impegnando duramente i tecnici. La viabilita' principale, intanto, non ha subito interruzioni significative.
L'Anas sta provvedendo agli interventi di ripristino dei tratti danneggiati con l'aiuto di Polizia stradale, Provincia e Comuni. Sono stati riaperti nel pomeriggio tutti i ponti del capoluogo ma restano sotto sorveglianza il Secchia e il Panaro, ancora interessati dalla piena che e' transitata oltre il Comune di Modena. Viene mantenuta la vigilanza attiva da parte dell'Aipo e dei Comuni interessati dal percorso dei due fiumi, che mantengono attivi gli stessi centri operativi comunali (Coc).
Restano disagi nei Comuni montani, in particolare per l'interruzione dell'energia elettrica ma si cerca appunto di rimediare: Enel assicura il ripristino in serata delle 2.500 utenze ancora interrotte. Hera, da parte sua, conta di riparare i collegamenti del 70% delle 2.300 utenze fuori servizio, per concludere domani il tutto. E ancora: continua l'attivita' dei Vigili del fuoco e dei Comuni per rimuovere gli alberi caduti.
"Tutti gli enti interessati all'emergenza si stanno adoperando per il progressivo ritorno alla normalita', che puo' essere affrontata dagli enti interessati nell'ambito delle rispettive competenze", dicono dagli uffici del prefetto. Alle 20 termina l'attivita' del centro coordinamento soccorsi e del centro operativo unificato, che mantengono la vigilanza in raccordo con sindaci e gestori dei servizi. Proseguono le attivita' dei centri operativi comunali interessati sia dalle precipitazioni nevose sia dal passaggio dell'onda di piena di Secchia e Panaro.
ENEL: ENTRO SERA RIALLACCIATE LE 2MILA 300 UTENZE SENZA ENERGIA
Prosegue il lavoro di E-Distribuzione (la società del Gruppo Enel che gestisce la rete elettrica di media e bassa tensione) per il ripristino del servizio elettrico in alcuni comuni della provincia di Modena, colpita dall'ondata di maltempo che da ieri sta interessando gran parte delle regioni italiane.
Le raffiche di vento e le intense nevicate hanno provocato la caduta sulle linee elettriche di alberi ad alto fusto, situati fuori dalla fascia di rispetto, causando disservizi elettrici diffusi e forti difficoltà nella viabilità.
Le utenze della società attualmente disalimentate sono circa 2.300, «per le quali - spiega Enel - si prevede la normalizzazione del servizio in serata, attraverso interventi di riparazione e l'installazione di gruppi elettrogeni. Il servizio elettrico è stato già normalizzato nelle province di Reggio Emilia, Bologna e Parma. E-Distribuzione, inoltre, è »in costante contatto con le autorità locali e la Protezione Civile che sta coordinando tutte le operazioni di gestione dell'emergenza maltempo. Le attività proseguiranno senza interruzione fino al completo ripristino del servizio che, tuttavia, risulta condizionato dalle difficoltà legate alla viabilità«
MALTEMPO: LA SITUAZIONE ALLE 16,45 DEL 6 MAGGIO
Migliora la situazione meteo in Emilia Romagna dove, fino alla mezzanotte di domani, resta però l'allerta arancione per criticità idrauliche e idrogeologiche nella pianura tra Parma e Ferrara, per le piene dei corsi d'acqua.
Sono la conseguenza delle abbondanti precipitazioni delle ultime 36 ore con piogge fino a 100 millimetri e la neve che, dopo oltre 60 anni, è tornata a fare la sua comparsa nel mese di maggio sopra i 400 metri d'altezza.
La Protezione civile regionale ha monitorato costantemente l'evolversi della situazione, in stretto contatto con i Comuni e le strutture territoriali; ha messo in campo, dove necessario, interventi urgenti per evitare il verificarsi di criticità. Circa 250 i volontari impiegati per la sicurezza e la vigilanza del territorio in tutta la regione.
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Alta l'attenzione nei comuni di Castel Maggiore, Argelato e San Giorgio di Piano, interessati dall'alluvione del Reno di due mesi fa: dalla prima mattina di ieri si è attivato un costante servizio di vigilanza fluviale per verificare in modo puntuale lo sviluppo della piena.
Due i fiumi che hanno superato la soglia idrometrica di allarme: il Samoggia nel bolognese e il torrente Tiepido nel modenese. Il Tresinaro, nel reggiano, ha superato il livello di preallarme. Sul Samoggia, dove oggi la piena sta defluendo velocemente, durante la notte si sono rimosse le alberature e i residui di legna portati dalle acque e accumulati nei pressi del Ponte di Lorenzatico, tra i comuni di Sala Bolognese e San Giovanni in Persiceto.
RIAPERTI ALLE 16,30 I PONTI CHIUSI A MODENA
Con il passaggio della piena nel territorio modenese, intorno alle 16.30 di oggi (lunedì 6 maggio) sono stati riaperti i ponti sul Secchia, Ponte Alto a Modena e il ponte dell’Uccellino tra Modena e Soliera, ed è stato riaperto al traffico anche il ponte di via Curtatona, sul torrente Tiepido, dopo la pulizia della strada.
Le infrastrutture erano state chiuse precauzionalmente nel corso della notte in seguito all’innalzamento del livello dei corsi d’acqua a causa delle piogge persistenti. In mattinata era già stata riaperta al traffico via Gherbella, chiusa nel pomeriggio di domenica nel tratto compreso tra via Baccelliera e stradello San Lorenzo, nei pressi del torrente Tiepido.
Riaperto anche il Ponte di Navicello Vecchio sul Panaro, di competenza della Provincia.
Nel corso della notte e per tutta la giornata tecnici del Comune e volontari di Protezione civile hanno garantito l'attività di monitoraggio di Secchia, Panaro e degli altri corsi d’acqua del nodo idraulico modenese. Il monitoraggio continuerà anche nel corso della serata e della notte. L'evoluzione del fenomeno è seguita dal Centro unificato di Protezione civile di Marzaglia e dal Centro operativo comunale.
LA NEVE FUORI STAGIONE INNESCA L'ALLERTA VALANGHE
Dopo il burrascoso weekend di pioggia, neve e gelo in Emilia-Romagna, ora c'è da guardarsi dal rischio valanghe. A lanciare l'allerta è il servizio Meteomont dei carabinieri in collaborazione con il servizio meteo dell'Aeronautica militare. Perchè, si spiega, sono caduti strati di neve fresca umida-bagnata su neve 'vecchia'. E dunque il manto bianco è «debolmente consolidato su molti pendii».
Alle precipitazioni poi si è associato un forte vento, aggiungono i carabinieri, che localmente potrebbe aver creato accumuli consistenti nelle zone sottovento e nei canaloni: qui la neve che si è stratificata è ancora più instabile «in quanto formatisi su croste superficiali legate alla preesistente copertura nevosa».
E siccome nelle prossime ore, in particolare in quelle centrali di domani, è atteso un rialzo delle temperature associato al ritorno del sole, questo insieme di fattori «tenderà ad instabilizzare ulteriormente il manto nevoso» che potrebbero quindi generare valanghe
BLACK OUT E MALTEMPO: 10 MILA UTENZE SENZA LUCE IN EMILIA ROMAGNA.
Il vento che insieme alla pioggia e alla neve ha colpito l'Emilia-Romagna nelle ultime ore, unito alla caduta di alberi in Appennino, ha portato a circa 10mila distacchi di energia elettrica, di queste circa 7 mila erano modenesi Secondo i dati forniti dalla Regione, i vigili del fuoco nelle ultime ore hanno svolto circa 300 interventi, per lo più legati proprio alle interruzioni di corrente. L'Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, in campo con 250 volontari, è in costante contatto con i gestori delle reti per aggiornamenti e supporto sull'andamento degli interventi di ripristino.
INTERVENTI URGENTI SUGLI ALBERI PRONTI 80MILA EURO
Per far fronte all'elevato numero di alberature pericolanti, a causa del peso della neve, lungo le strade provinciali dell'Appennino, la Provincia ha deciso un finanziamento urgente di 80 mila euro per consentire già da oggi, lunedì 6 maggio, l'intervento di una serie di ditte specializzate per la messa in sicurezza delle alberature stesse.
La nevicata primaverile di domenica 5 maggio ha appesantito le piante che in questo periodo presentano il fogliame già molto sviluppato, provocando in molti casi la rottura anche di grossi rami che si sono abbattuti sulla sede stradale causando disagi e pericoli per la circolazione.
Il lavoro degli operatori del servizio provinciale Viabilità nella notte tra domenica 5 e lunedì 6 maggio si è concentrato sulla rimozione di alberi nei tratti interessati dal passaggio delle corriere del trasporto pubblico al fine di assicurare il servizio mattutino.
IL BILANCIO DELLA PROVINCIA: GROSSI PROBLEMI PER ALBERI CADUTI
In Appennino gli operatori del servizio Viabilità della Provincia stanno tuttora lavorando lungo tutta la rete delle strade provinciali per rimuovere le numerose alberature cadute o pericolanti a causa del peso della neve; un'attività iniziata domenica 5 e proseguita anche nella notte.
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Il problema delle alberature riguarda praticamente tutte le strade provinciali a partire dalla provinciale 324 del passo delle Radici tra Roncoscaglia e Sestola e tra Montecreto e Pievepelago, lungo la provinciale 31 di Acquaria, la provinciale 30 tra Pavullo e Sestola, la provinciale 33 di Frassineti tra Pavullo e Polinago, la provinciale 27 sempre a Pavullo, ma anche le provinciali nelle zone di Serramazzoni, Prignano, Montefiorino e Frassinoro. Tutte le strade provinciali sono regolarmente percorribili; i mezzi spartineve della Provincia sono intervenuti dal pomeriggio di domenica per sgomberare le strade dove sono caduti in media dai 20 ai 40 centimetri di neve con punte oltre i 50 centimetri al passo delle Radici. A causa della piena del fiume Panaro, inoltre, dalla mattina di lunedì 6 maggio, è stato chiuso al transito, a scopo precauzionale, il ponte di Navicello vecchio a Modena lungo la diramazione della strada provinciale 255.
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L'ALLARME DELLA CIA: PATATE DI MONTESE A RISCHIO PROBLEMI PER I CEREALI
Un manto di neve ha ricoperto interi campi di patate nell’area dei pregiati tuberi di Montese, ettari di medica e cereali sepolti da una coltre bianca insidiosa: l’ondata di maltempo del 5 maggio sembra non lasciare scampo a molte colture delle aree montane, con all’orizzonte il rischio di gelate che potrebbero compromettere vigneti e frutteti anche a quote basse.
“Non sarebbe la prima volta - sottolinea Alberto Notari, presidente di Cia- Agricoltori Italiani della provincia di Modena – perchè nel 2017 molti vigneti vennero decimati da una gelata tardiva. Purtroppo anche l’Appennino non è indenne da questo colpo di coda dell’inverno – prosegue – perché potrebbero andare perdute le colture di patata che, oltre allo schiacciamento dovuto al peso della neve, sono a rischio per un possibile abbassamento della temperatura. Il permanere della neve su medicai e cereali, oltre al danno dovuto all’allettamento, potrebbe determinare fenomeni di deterioramento delle produzioni. Ci auguriamo che la temperatura si mantenga sopra lo zero -conclude- Notari – al fine di scongiurare gelate deleterie”
DANNI INGENTI. E' stata una notte molto impegnativa quella tra domenica e lunedì per gli uomini dei vigili del fuoco che hanno proseguito la lunga serie di interventi, iniziata nel pomeriggio di domenica.
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Piante cadute, cantine e strade allagate, grossi rami e pali pericolanti su cui intervenire per mettere in sicurezza strade e case sottostanti. Sono solo alcuni dei motivi delle decine e decine di chiamate al centralino.
La situazione più difficile sul fronte dei danni per la neve, informano i vigili del fuoco, si è registrata nei comuni dell'Appennino modenese. Da Pavullo a Serramazzoni, da Pompeano a Polinago.
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Per quanto riguarda gli allagamenti gli interventi hanno riguardato più comuni, anche in pianura. Quelii più impegnativi nella zona di Castelvetro, Castelnuovo, Modena città, solo per citarne alcuni.
IL BILANCIO DEI VIGILI DEL FUOCO Dalle 12 del 5 maggio i Vigili del Fuoco sono stati impegnati in una serie di interventi di soccorso e monitoraggio legati all'ondata di maltempo che ha colpito la provincia di Modena. Circa 150 gli interventi effettuati prevalentemente per rimozione di rami e alberi pericolanti e prosciugamenti con oltre 40 Vigili del Fuoco impegnati sul territorio.
Sull'Appennino sono stati effettuati anche salvataggi di persone bloccate nelle auto da neve e alberi caduti sulla sede stradale.
Nella mattinata del 6 maggio i vigili del fuoco stavano operando soprattutto nella zona appenninica per una decina di interventi di rimozione rami e alberi in attesa. Resta alta l'attenzione per seguire l'evolversi di eventuali piene dei fiumi per lo scioglimento della neve.
STRADE. Le strade principali della provincia sono tutte percorribili, spiegano dalla polizia stradale, chi si reca verso le strade dell'Appennino, che sono state comunque pulite nella notte, è invitato a dotarsi di gomme e catene in via precauzionale
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SITUAZIONE FIUMI. PONTI CHIUSI Nel corso della notte il persistere della pioggia ha provocato un innalzamento del livello dei fiumi. Per questo motivo è stata decisa la chiusura precauzionale di Ponte Alto a Modena e del ponte dell'Uccellino tra Modena e Soliera e , per quel che riguarda il fiume Secchia, così come del ponte di via Curtatona sul torrente Tiepido.
Chiuso dalla Provincia di Modena anche il Ponte di Navicello sul Panaro, mentre il Comune ha riaperto via Gherbella, sul torrente Tiepido, chiusa nel pomeriggio di ieri nel tratto compreso tra via Baccelliera e stradello San Lorenzo.
Nel corso della notte non sono stati segnalati incidenti sulla rete stradale comunale.
I tecnici sono intervenuti intorno alle 3, su indicazione della Polizia municipale, per chiudere una buca pericolosa che si era creata sul Canaletto, all'altezza della Tav.
Nel corso della notte tecnici del Comune e volontari di Protezione civile hanno garantito l'attività di monitoraggio di Secchia, Panaro e Naviglio che continua anche in queste ore con particolare attenzione per la sommità degli argini. L'evoluzione del fenomeno è seguita dal Centro unificato di Protezione civile di Marzaglia e dal Centro operativo comunale.
RISCALDAMENTI DI NUOVO ACCESI In considerazione dell’ondata di maltempo e del contestuale abbassamento delle temperature, è possibile riaccendere l’impianto di riscaldamento domestico per non più di sette ore al giorno. Lo comunica il Comune di Modena
Infatti, in presenza di situazioni climatiche che ne giustifichino l'attivazione, gli impianti domestici possono restare accesi anche al di fuori del periodo invernale, che va dal 15 ottobre al 15 aprile, per una durata giornaliera non superiore alla metà di quella consentita a pieno regime, vale a dire per massimo 7 ore, nell’intervallo compreso tra le 5 e le 23, come previsto dal Dpr 74 del 2013.
L’Amministrazione comunale ha inoltre già disposto, da domenica 5 maggio, che gli impianti di riscaldamento vengano mantenuti accesi fino a mercoledì 8 maggio incluso, in nidi, scuole d’infanzia e residenze per anziani gestiti direttamente dal Comune.
LE PREVISIONI DI ARPAE In provincia di Modena al mattino tendenza ad attenuazione della nuvolosità; nel pomeriggio in pianura sereno, sui rilievi sereno o poco nuvoloso; dalla sera sereno. Temperature minime del mattino comprese tra 2 °C sui rilievi e 8 °C in pianura, massime pomeridiane comprese tra 12 °C sui rilievi e 17 °C in pianura. Velocità massima del vento compresa tra 24 (pianura) e 36 km/h (rilievi).
LA NEVICATA DI DOMENICA 5 MAGGIO
Dalle 13 tutta la montagna modenese è stata coperta di fiocchi che hanno portato a primavera la nevicata più grossa di tutto l’inverno: dai 25 centimetri di Serra ai 40 di Fanano, Sestola e Frassinoro, sull’altra dorsale, dove poi al Passo delle Radici si è superato il mezzo metro, così come a Passo del Lupo (Cimone). Una situazione climatica incredibile, che con gli alberi già pieni di foglie ha causato emergenze continue: la neve pesante ha causato crolli su crolli di rami e alberi che hanno costretto i vigili del fuoco di tutti i distaccamenti a interventi a raffica per il ripristino della viabilità.
ALLARME COLDIRETTI PR LE COLTURE IN EMILIA ROMAGNA
Il maltempo che si sta abbattendo sull'Emilia-Romagna «rischia di compromettere la produzione regionale di frutta che si sta appena iniziando a raccogliere dagli alberi».
È quanto afferma la Coldiretti regionale che segnala nevicate e serre divelte sull'Appennino Modenese e allagamenti nel Faentino. A giudizio dell'associazione «se la neve in montagna è positiva per ripristinare le scorte idriche, la caduta della grandine a macchia di leopardo è l'evento più temuto dagli agricoltori in questo momento perché si abbatte sulle verdure e sui frutteti spogliando le piante e compromettendo irreversibilmente i raccolti, facendo perdere un intero anno di lavoro».
Nelle zone interessate dal maltempo, dove sono particolarmente concentrate le coltivazioni di frutta, «sono state stese le reti antigrandine che tuttavia - precisa Coldiretti Emilia-Romagna - non ancora sufficientemente diffuse e non impediranno il verificarsi di danni alle colture». Le anomalie climatiche, conclude la Coldiretti regionale - «sono costate all'agricoltura dell'Emilia-Romagna oltre 2 miliardi di euro in un decennio tra perdite della produzione agricola regionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne».
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