Export dell’agroalimentare: Modena è settima in Italia
I dati relativi all’anno 2018 collocano la provincia ai vertici a quota 1,372 miliardi Seguono Cuneo, Verona, Milano, Parma, Bolzano, Salerno. I prodotti più esportati
L’agroalimentare “made in Italy” nel mondo vale 41 miliardi di euro all’anno e cresce dell’1,4%. Ma per sapere dove va e da dove parte l’export, quali sono i maggiori mercati di sbocco e i prodotti più apprezzati arriva la mappa denominata “L’agroalimentare italiano nel mondo”, realizzata dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Coldiretti Lombardia, con Promos Italia sui settori dell’agricoltura, della pesca, dell’allevamento, dell’industria alimentare e delle bevande, esclusi silvicoltura e tabacco. Sono elaborazioni sulla base di dati Istat relativi agli anni 2017 e 2018.
Una mappa che arriva nei giorni di “Milano Food City”, la settimana dedicata al cibo e alla cultura della sana alimentazione, da venerdì scorso a giovedì prossimo.
E dalle rilevazioni dell’ente camerale e di Coldiretti emerge che fra i maggiori esportatori italiani c’è anche la provincia di Modena, al settimo posto nella graduatoria nazionale. In particolare al vertice ci sono Cuneo e Verona con 3 miliardi di euro. Al terzo posto sale Milano con 1,6 miliardi +(4,4%). Vengono poi Parma quarta, Bolzano quinta, Salerno sesta e Modena settima a quota 1,372 miliardi (+2,3% rispetto 1,340 miliardi del 2017). Tra le prime 20 posizioni la maggiore crescita a Cuneo (+11%).
«L’andamento sui mercati esteri - spiega Giovanni Benedetti, direttore della Coldiretti Lombardia - potrebbe ulteriormente migliorare con una più efficace tutela nei confronti della agropirateria internazionale, che fattura oltre 100 miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale».
Se si analizza l’agroalimentare italiano nel mondo, ecco che Germania, Francia, Stati Uniti e Regno Unito risultano i maggiori mercati per l’export. Prima la Germania (+1,6%) seguita da Francia (+4,3%), Stati Uniti (+4%) e Regno Unito (+1,6%). Tra le prime 20 in crescita anche Polonia (+6,3%), Svezia e Australia (+3,8%). Aumenti più contenuti per Giappone e Russia, rallenta la Cina. E se la Germania e la Francia sono i primi acquirenti per quasi tutti i prodotti, gli Stati Uniti eccellono per vini (+4%), acque minerali (+7,4%) e oli, la Spagna per pesce fresco, il Regno Unito per animali vivi e loro prodotti (+33,1%). Il Regno Unito al secondo posto per frutta e ortaggi lavorati e conservati e per gelati, l’Austria al terzo per cereali e riso. In forte crescita per vini la Polonia (+23,3%) e l’Australia (+18,5%).
I prodotti made in Italy più esportati sono cioccolato, tè, caffè, spezie, piatti pronti con 7 miliardi (+3,6%), seguiti dai vini con 6,2 miliardi (+3,3%), vengono poi pane, pasta e farinacei con 3,9 miliardi di euro (+2,5%) ma anche 3,5 miliardi (+4,2%). Superano i 3 miliardi di euro anche frutta (+2,4%), prodotti lattiero-caseari (+3,2%), carni e prodotti non lavorati da colture permanenti (tra cui uva, agrumi). Gli aumenti più consistenti si registrano per pane e pasticceria con 1,2 miliardi (+72%), prodotti per animali (+10,5%) e gelati (+7,4%). —
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