Guernica: «Isolati e insultati ma 200 studenti erano con noi»
Il bilancio della contromanifestazione al corteo di Salvini è positivo, secondo il Guernica: i manifestanti al Novi Sad sono stati circondati dalle forze dell’ordine fin da mezzogiorno e mezzo, quindi molto prima del comizio del capo della Lega, ma è anche vero che ha visto la partecipazione attiva di almeno duecento studenti e giovani, oltre che di alcuni sindacalisti provenienti da altri punti di contestazione. Gli autonomi, nel corso di una conferenza stampa indetta ieri mattina nella sede di via Carteria, hanno sottolineato le condizioni a loro avviso difficili per esprimere il dissenso a mani nude anche di fronte alle provocazioni di alcuni leghisti armati di manganelli telescopici.
Spiega Daniele Benedetto, uno degli militanti feriti: “A noi interessa raccontare diversamente la giornata del 3 maggio. Centinaia di giovani si sono ritrovati alla stazione delle corriere per contestare Salvini. Le dichiarazioni del questore e del Ministero dell’Interno dicono che non ci sono stati incidenti o disagi di ordine pubblico. Abbiamo visto che in realtà la loro organizzazione si è trasformata in una privazione di tutte le piazze modenesi autorganizzate. All’arrivo dei primi manifestanti c’è stata un risposta repressiva esplicita da parre delle forze dell’ordine per impedire ogni forma di contestazione a Salvini. Ben prima del concentramento, è stata impedita ogni contestazione. Quando poi sono arrivati i primi gruppi dalle scuole, tutto questo ha avuto un risvolto negativo nella gestione della piazza. Centinaia di giovani che si volevano unire alla nostra protesta anche se eravamo sotto sequestro. Ma quando hanno cercato di prendersi la propria legittima libertà (non c’era alcun stato di fermo) anche se accerchiati, abbiamo pressato e fatto in modo che alcuni uscissero dal gruppo. Ne è derivata un’escalation delle forze dell’ordine con insulti razzisti e sessisti ai giovani partecipanti, a minacce e alla violenza che ne è scaturita. Dopo tante minacce, quei giovani hanno espresso una rabbia che poi si è sfogata contro le forze dell’ordine”.
Aggiunge Andrea Pederzini: “Si parla della sassaiola. Certo, è accaduta, ci sono le immagini. E’ stato il frutto di una risposta, come detto. Può fare sicuramente discutere ma che è arrivata da un gruppo discriminato e sequestrato”.
“Il dato positivo del 3 maggio è stata comunque la risposta degli studenti modenesi a Salvini. Hanno fatto sentire la loro voce di solito silenziosa e non ascoltata se non per motivi elettorali. Il loro interesse per la manifestazione era atteso: alcuni frequentano la Scossa, vengono qui e trovano uno spazio di libertà e confronto”.
“Adesso guardiamo ai prossimi incontri. Sabato prossimo terremo nel pomeriggio un’assemblea al Parco Novi Sad per incontrarci con loro. Ricordo anche che il 18 maggio si terrà una seconda assemblea pubblica sulla lotta contro il Cpr”. —
C.G.
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