Al voto duemila avvocati Rudi: «Sì alla continuità»
Da oggi a venerdì duemila avvocati di Modena e provincia sono chiamati a votare per rinnovare il direttivo dell’Ordine provinciale. L’attuale presidente Daniela Dondi lascia conti in ordine con un attivo di 800mila euro, immobili di proprietà e un ente pubblico guidato in questi anni, per due mandati, con criteri aziendali e un’attenzione per le innovazioni tecnologiche.
Due le liste principali in lizza. La prima si riconosce nell’avvocato penalista Roberto Mariani, 60 anni. La seconda, la lista “Noi avvocati” presenta dodici candidature il cui candidato presidente è il civilista Jurij Rudi, 47 anni, attuale consigliere dell’ordine, curatore della banca dati deontologica del Consiglio Nazionale Forense (e anche della banca dati telematica del Tribunale di Modena). Candidato vicepresidente di questa lista è l’avvocato Vittorio Colomba, 43 anni, civilista e docente di Informatica Giuridica alla facoltà di Giurisprudenza di Modena.
Spiega l’avvocato Rudi: «La nostra lista vuole mantenere una continuità con l’operato del Consiglio uscente del quale ho fatto parte. In questa elezione, si decideranno i 15 consiglieri fino al 2022. Troviamo un’eredità positiva e continueremo su quella strada, che è una sicurezza. Noi tuteleremo l’avvocatura e anche i progetti mandati avanti in questi anni, la tutela degli iscritti e dei cittadini, oltre che i rapporti con le istituzioni».
«Il nostro punto di forza è il diritto alla tutela della difesa, una vera funzione sociale. La debolezza è data dal mercato, alle questione economica. Aiuteremo i colleghi a farsi carico della funzione che hanno».
Aggiunge l’avvocato Colomba: «L’avvocatura è cambiata molto. Serve investire molto sulla formazione e sui giovani colleghi, oltre che sull’aggiornamento dei colleghi meno giovani che hanno visto cambiare la professione con l’informatizzazione e le nuove procedure. Serve ristabilire un rapporto equilibrato con la magistratura dato che nei confronti dell’avvocatura non sempre il rapporto si basa su un reciproco rispetto. Avremo attenzione per i colleghi fuori sede visto che a Modena si concentrano le funzioni giudiziarie. Serve istituire una nuova commissione e coinvolgere i colleghi di fuori Modena che vivono le disfunzioni degli uffici giudiziari». —
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