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LA SENTENZA 

Il bus frena, si fa male e rinuncia al suo lavoro «Va risarcita di più»

C.G.
Il bus frena, si fa male e rinuncia al suo lavoro «Va risarcita di più»

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Una brusca frenata del bus, la passeggera cade e si fa male: è costretta a stare in convalescenza per mesi con tanto di busto al collo.

Non ha diritto solo al risarcimento per essere caduta malamente a causa della frenata del bus e per essere rimasta col busto e in cura a lungo, ha diritto anche ad avere di più perché faceva un lavoro particolarissimo, la creatrice di abiti d’epoca, che dopo l’incidente non ha potuto più fare. Per questo motivo il giudice del Tribunale di Modena ha derogato dal limite consueto per far ottenere più denaro alla vittima del danno causato da Seta.

La sentenza del Tribunale di Modena interessa un’artigiana modenese che nel 2010, viaggiando su un autobus della linea 7 a Modena, ha perso l’equilibrio per una brusca frenata, è caduta e ha riportato lesioni serie, giudicate guaribili - come spiega il consulente tecnico nella sua perizia medica - con quattro giorni di inabilità totale, 100 giorni di invalidità al 75%, 70 giorni al 50 % e un 12% di postumi permanenti. Siccome è stata costretta a portare il busto, non poteva più svolgere il suo lavoro.

Il suo ferimento è stato sicuramente dovuto alla frenata improvvisa e nel corso del processo non sono emersi comportamenti della passeggera che potesse causare la caduta. Fa parte dei rischi di chi trasporta e di chi è trasportato: nessun passeggero può essere completamente sicuro di non cadere.

Per questo, scrive il giudice, ha sicuramente diritto a un risarcimento del danno biologico. Il giudice però riconosce che non le farà avere quanto le spetta in base ai limiti consueti ma aumenterà il risarcimento tenendo conto delle circostanze eccezionali che hanno reso il danno più grave.

A pesare nella decisione è proprio quel lavoro di sartoria d’epoca «che era suscettibile di darle gratificazioni». È «un’ attività peculiare» e le cure unite al busto di gesso possono aver impedito di svolgerla.

Per questo la somma finale è aumentata di altri 6mila euro sul totale (che comprende anche il danno patrimoniale non coperto dall’Inail). In questo modo Seta e l’assicurazione sono condannate a pagare più di 10mila euro alla passeggera caduta. —

C.G.

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