Modena. Progetto S.Agostino bocciato dal Ministero È l’ennesima beffa: tutto da rifare
La Commissione regionale per il patrimonio culturale ha fermato le due demolizioni principali del progetto
MODENA. Una bella gatta da pelare, soprattutto per la città e anche per il prossimo sindaco che uscirà dalle urne del 26 maggio. Il progetto architettonico del restauro dell’ex ospedale Sant’Agostino, infatti, è stato quasi per intero bocciato alcuni giorni fa dall’ente ministeriale delegato, ossia la “Commissione regionale per il patrimonio culturale” che ha detto no a due demolizioni importanti nel settecentesco immobile. La commissione pubblica, composta dai soprintendenti di settore e dal direttore del Polo museale operanti sul territorio, comprende sei membri tra cui la soprintendente di Modena e Bologna Cristina Ambrosini e la loro decisione peserà non poco sul futuro di quello che l’amministrazione comunale e la Fondazione di Modena immaginavano di trasformare in “Ago - Fabbriche culturali” e poi in Polo della cultura contemporanea. Ma andiamo con ordine.
LA COMMISSIONE
Anzitutto va detto che la commissione del Ministero per i beni culturali ha anche detto un sì, ma di minor importanza rispetto ai dinieghi. I tecnici a Bologna permettono infatti di demolire un piccolo comparto al Sant’Agostino, poco più di una superfetazione realizzata in tempi relativamente recenti per nascondere dei locali tecnici di servizio. Molto più “pesanti” i no a due altre delle demolizioni richieste da Comune e Fondazione. Intanto non è possibile abbattere neppure un mattone dell’edificio dove dovevano andare importanti servizi pubblici, secondo il progetto. Si tratta della parte muraria che dall’interno del Sant’Agostino arriva fino al lato di via Ramazzini, il cosiddetto ex Istituto Pediatrico, già “antico ospedale” poi “Sala celtica e l’ex Istituto clinico dermo-sifilopatico. Inoltre i dirigenti dello Stato dicono no pure all’abbattimento, proprio in via Ramazzini, di alcuni altri metri di edificio antico dove doveva essere creata l’apertura che metteva in comunicazione i vari passaggi al piano terra dell’ex palazzo.
IL PROGETTO
Pur con la piccola demolizione concessa il progetto di restauro e rifunzionalizzazione del Sant’Agostino sembra dunque definitivamente accantonato. Si sarebbero, nel caso, persi dieci anni e più per ridare finalmente vita all’ex ospedale settecentesco, com’è previsto dal progetto della Fondazione proprietaria dell’ampio immobile oggi in piccola parte riaperto attraverso “Ago” di Mauro Felicori. A vedere il bicchiere mezzo pieno va però ricordato che l’immaginato “Polo della Cultura” che comprende anche Palazzo dei Musei e l’ex ospedale Estense, in parte prosegue. Siamo nell’ambito del progetto “Ducato Estense” del ministero dei Beni culturali, voluto dall’ex ministro Dario Franceschini, che all’ex S.Agostino immaginava il polo contemporaneo con Galleria Civica, Museo della figurina Panini, un centro internazionale della didattica, sale espositive. Si prosegue con Palazzo dei Musei, dov’è previsto l’allargamento di Musei civici, archivio comunale, Galleria e Biblioteca Estensi nel retrostante ex ospedale Estense di viale Vittorio Veneto.
LA COMUNICAZIONE
A quanto risulta alla Gazzetta Comune e Fondazione hanno ricevuto da alcuni giorni la “sentenza” della commissione ministeriale emessa a metà aprile, ma avrebbero deciso di non renderla pubblica. —
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