Sportivamente batte il meteo Camellini: «Ora servono fatti»
Grande partecipazione e piena soddisfazione degli organizzatori per l’edizione 2019 del “Festival Sportivamente”, un evento in tre giornate con al centro l'inclusione tra sport e disabilità. Centinaia di sassolesi hanno preso parte, per iniziare, alla “Run 5.30 Yellow Edition” con l’alba di venerdì che si è tinta di giallo dalle parti del palazzo Ducale per poi colorare le strade della città. Non si è fermata l’attività degli organizzatori davanti al maltempo, fatta eccezione per la “camminata sensoriale” che doveva tenersi a Montegibbio (sarà calendarizzata entro 10 giorni) che sabato mattina ha visto l’incontro con Oney Tapia, atleta paralimpico italiano di origini cubane, specialista nel lancio del disco e getto del peso (incontro tenutosi, precauzionalmente, nell’auditorium Bertoli).
Tanta gente anche all’incontro con la plurimedagliata Cecilia Camellini nella piscina comunale di via Nievo, dove la nuotatrice di Formigine ha incontrato decine di ragazze e ragazzi con i quali ha dialogato e li ha spronati a credere nelle proprie potenzialità “aldilà delle proprie disabilità.
«Sono stata molto contenta - ha detto Camellini - di aver partecipato sia in veste di ex atleta perché per me lo sport è qualcosa che fa parte della mia vita e ci tengo che faccia parte della vita di questi ragazzi, sia come psicologa. Mi vedo in doppia veste e spero che proprio tramite lo sport si possa capire che non sono i nostri limiti a dividerci, ma sono le nostre capacità che ci tengono tutti uniti. È un dono questo che vogliamo che tutti quanti colgano. Io ho vissuto tutto ciò per tanti anni e continuo a viverle tutt’ora. Prima, con la mia personale esperienza di atleta ho raccolto qualche idea che adesso stiamo finalmente mettendo in pratica per altri ragazzi. Mi auguro che questo sia solo l’inizio di una lunga serie di eventi che ci permetteranno non solo di parlarne, perché finché le parole arrivano è un conto, ma noi vogliamo proprio sperimentarlo con i fatti da bravi sportivi che mettono in pratica quello che dicono. Oggi c’è tanto bisogno di sentire sulla propria pelle cosa vuol dire inclusione, stare tutti insieme e raggiungere insieme qualcosa di grande che non si può conquistare da soli. Ci auguriamo che la sensibilizzazione passi a qualcosa di più, che si trasmetta da persona a persona. Noi ci mettiamo il nostro impegno».
Le conclusioni con uno degli organizzatori: Franco Cosmai. «Usciamo da questi tre giorni - ha detto - con un grande entusiasmo perché tutte le cose, come si usa dire, si sono infilate nel modo giusto. La manifestazione si è svolta nel miglior modo possibile a partire dalla Run all’incontro con Tapia e Marco Nosotti alle gare del pomeriggio fino all’evento in piscina». —
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