Gazzetta di Modena

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Una nuova scalinata adesso collegherà la storia con il futuro

Daniele Montanari

Inaugurata l’opera da 138 metri, 226 gradoni e 21 rampe Unisce la Bassa alla Alta. Canovi: «Promessa mantenuta»

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È tornata ad essere monumentale la scalinata simbolo di Lama Mocogno. Anzi, non lo è mai stata così tanto neanche alla sua prima realizzazione negli anni 1934-35. Ha riscosso ammirazione unanime la grande opera inaugurata domenica dal sindaco Fabio Canovi con parecchia emozione, dato che era un obiettivo chiave del suo mandato. Progettata dall’architetto Alberto Mazzoni e realizzata dalla Zaccaria Costruzioni di Montese (incaricata da Coseam), il nuovo “ponte” tra Lama Bassa (il cuore antico del paese) e Lama Alta diventa luogo di comunità e memoria. Di comunità perché nel suo ridisegno completo la salita ha abbandonato la gradinata continua di prima (il “blisgoun” realizzato nel 1952 dopo il bombardamento bellico) ritrovando l’alternanza di rampe e pianerottoli dove la gente può fermarsi e parlarsi godendo di una prospettiva mozzafiato. Di memoria perché contestualmente è stato restaurato il monumento ai Caduti posto circa a metà.

E l’idea, da sviluppare in futuro, è quella di costruire con la scalinata un vero e proprio Viale delle Rimembranze. L’opera è stata realizzata con 500mila euro circa (200mila dalla Fondazione Crmo, il resto dal Comune con risorse proprie, senza far debiti) posando 226 maestosi gradoni di granito su 21 rampe (138 metri di lunghezza e 36 di dislivello) in convergenza ottica sulla sommità, dove è stato ridisegnato l’accesso a cancellata. Bella di giorno, ma forse ancor più bella di notte grazie a luci led poste sia sui lampioni a stelo che lungo i muri (a “nastri”) capaci di dare più tinte per illuminare di Tricolore e di varie tonalità in occasione di particolari ricorrenze e iniziative.

«La nostra nuova scalinata sorge dal passato e si proietta nel futuro - ha detto Canovi al taglio del nastro - parteciperà attivamente alla vita della nostra cittadina e mi auguro possa restare negli anni come simbolo della nostra comune appartenenza. Sarà uno degli spazi più importanti del nostro territorio. Ai giovani dico: sappiate essere gelosi custodi del patrimonio che oggi vi consegniamo, fate che questa bella scalinata sia come una pagina bianca su cui scriverete i vostri ricordi futuri, popolandola di memorie e di vita».

Presente anche la Fanfara dei Bersaglieri di Modena e, tra le autorità, il presidente della Provincia Tomei, la consigliera regionale Serri, il sindaco di Sestola Bonucchi e il presidente della Fondazione Crmo Cavicchioli, che ha sottolineato: «È un’opera che rafforza il legame tra la comunità e un luogo fortemente identitario. E le persone si ritrovano nell’identità. Un plauso all’amministrazione per avere perfettamente rispettato il budget, cosa che non sempre accade».

In sala consiliare, una mostra con tutta la storia della scalinata: resterà aperta fino all’estate. —

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