Amanda Knox ospite a Modena per il Festival della Giustizia
Definitivamente assolta per l’omicidio Kercher a Perugia, sarà risarcita dallo Stato Ritorna in Italia per la prima volta per parlare in pubblico della sua esperienza
Torna a Modena dal 13 al 15 giugno il nuovo Festival della Giustizia penale voluto dalla associazione “Italy Innocence Project” e dalla Camera Penale di Modena “Carl’Alberto Perroux”. E l’evento esordisce col “botto”: in quella occasione sarà presente in città l’americana Amanda Knox, protagonista numero uno del celebre caso di cronaca relativo alla morte della giovane inglese Meredith Kercher, avvenuta a Perugia la sera del primo novembre 2007. Knox torna per la prima volta in Italia dopo l’assoluzione definitiva con l’allora fidanzato Raffaele Sollecito (dovrà essere risarcita dallo Stato Italiano per ingiusta detenzione). Omicidio per il quale è stato invece condannato Rudy Hermann Guede in concorso con ignoti. Knox, ora a Seattle dov’è sposata con il musicista Colin Sutherland e svolge la professione di giornalista al West Seattle Herald, arriverà dunque sotto la Ghirlandina per raccontare la sua vicenda che ha fatto il giro del mondo.
Ma nell’imminente Festival della Giustizia Penale, reso possibile anche dal nuovo Centro per la legalità voluto da Unimore alcuni mesi fa, ci saranno molti altri relatori. In particolare parteciperanno alcuni ex condannati a morte - poi usciti dal braccio della morte perché innocenti - come Sunny Jacobs e Peter Pringle. La prima, autrice lo scorso anno del volume “Tempo rubato” (Neos Edizioni), venne condannata a morte all’età di 28 anni per l’omicidio di due poliziotti in Florida, alcuni anni fa. Quando fu incarcerata perdette anche la patria potestà dei due figli che furono affidati ai servizi sociali. Ma Sunny dopo quasi 17 anni dal suo arresto vide la sua sentenza di morte di Stato annullata in appello e la sua storia, insieme ad altre terribili vicende di detenuti nel braccio della morte, divenne il soggetto della piece teatrale “The Exonerated”.
La stessa, orribile, sorte è toccata a Peter Pringle, condannato a morte in Irlanda e scarcerato nel 1995, dopo 15 anni di galera non meritata. Peter venne accusato di essere parte di un commando che assassinarono due poliziotti a seguito di una rapina in Irlanda e venne condannato all’impiccagione. Uscì dal braccio della morte appena pochi giorni prima della esecuzione della sentenza, quando la sua pena fu commutata in 40 anni senza la condizionale. Pringle in carcere studiò poi legge, discusse direttamente il suo caso e alla fine la Corte di appello lo liberò trasformandolo oggi in un attivista dei diritti umani e della soppressione della pena di morte.
Il nuovo Festival, al quale si stanno dedicando gli avvocati Luca Lupária Donati, Guido Sola, Martina Cagossi, Roberto Ricco, Gianpaolo Ronsisvalle ed Elena Lenzini, vedrà la sede principale alla Palazzina Aem dell’ex Amcm mentre al Dipartimento di Giurisprudenza di via San Geminiano - sede del Centro della Legalità Unimore - si terrà lo spettacolo di musica e danza “Specchi infranti di libertà”. —
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