Ferrari, l’utile cresce a 180 milioni (+22%) La Portofino trascina vendite e ricavi
Aumento delle consegne del 22,7% a quota 2.610. A fine mese a Maranello sarà presentata la nuova Supercar ibrida
Tanto la settimana scorsa erano stati poco brillanti i dati trimestrali di Fiat Chrysler, e in particolare di Maserati, quanto ieri si sono viceversa rivelati soddisfacenti quelli di Ferrari, con numeri che hanno sorpreso anche gli analisti più accreditati, l’utile netto che cresce del 22% a quota 180 milioni, le vendite trascinate da un modello, la Portofino, che riscuote successo autentico e la Borsa che premia immediatamente il titolo delle “Rosse”.
Un dato importante riguarda le consegne, aumentate del 22,7% a 2.610 vetture, con un incremento di 482 unità rispetto all'anno precedente proprio grazie alla Portofino. Ma oltre all’utile netto vanno registrati ricavi saliti del 13,1% a 940 milioni di euro, l'ebitda del 14% a 311 milioni di euro, l'ebit dell'11% a 232 milioni.
L’azienda di Maranello sottolinea anche le minori vendite del modello LaFerrari Aperta, che ha terminato il suo ciclo di produzione limitato nel 2018, ma al tempo stesso viene evidenziato il positivo contributo dei programmi di personalizzazione delle vetture.
Nel corso del 2019 Ferrari presenta cinque nuovi modelli. Dopo la F8 Tributo a Ginevra, auto che sta riscontrando una forte domanda, il secondo modello sarà svelato a fine mese in un evento previsto a Maranello: «Sarà una ibrida bellissima con performance da supercar - ha detto ieri l’amministratore delegato Louis Camilleri - Due modelli saranno presentati a settembre e uno a fine anno. Il periodo gennaio-marzo ha evidenziato risultati molto solidi con un record in termini di volumi - ha aggiunto - Una forte spinta è arrivata da una accelerazione delle consegne in Cina prima del cambio della regolamentazione sulle emissioni, che sarà decisa provincia per provincia. Sono sicuro che con il tempo faremo bene in Cina, con i modelli ibridi e il Suv Purosangue saremo nella migliore posizione per esplorare le possibilità offerte dal mercato cinese».
Un analista ha chiesto a Camilleri se gli obiettivi del Piano di Ferrari al 2022 saranno raggiungibili anche senza alcun apporto del Suv Ferrari Purosangue, la cui presentazione lo stesso Camilleri, in occasione del Salone dell'auto di Ginevra a marzo, aveva annunciato per il 2022.
«Possiamo raggiungere i target al 2022 - ha detto ancora Camilleri - e possiamo farlo con Purosangue. Purosangue fa parte del mix prodotti per raggiungere i target al 2022 e non dirò che lo faremo senza».
Nuove indicazioni sulla strategia della Casa di Maranello, ha fatto sapere Camilleri, saranno rese note in occasione della presentazione dei risultati del terzo trimestre dell'anno, quindi fra circa sei mesi.
Gli analisti hanno anche chiesto se Ferrari potrà prendere in considerazione un rialzo dei propri obiettivi, delle proprie linee guida per la fine del 2019. Camilleri su questo aspetto si è dimostrato cauto, spiegando che «un trimestre non fa l'intero anno. È troppo presto, ci sono ancora molte incertezze sul fronte macro e i cambi sono una di queste incertezze, cui si aggiunge che la vicenda Brexit ancora non è risolta».
Camilleri ha rimandato l'appuntamento alla presentazione dei risultati del secondo trimestre e, a quel punto, «con metà anno passato, potremo valutare meglio il resto dell'anno».
Il manager si è soffermato anche sulla situazione della Ferrari dal punto di vista sportivo in Formila Uno.
«L'inizio della stagione di Formula 1 per Ferrari - ha detto - è stata al di sotto delle nostre ambizioni, ad ogni modo siamo fiduciosi sul resto della stagione e la Scuderia può ancora aspirare al titolo mondiale». —
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