Il “Gigante” messo a dura prova «Inutili chiamate ai call center»
L’attività di Chiara Ghini e Massimiliano Torricelli a Vallorsara «Siamo abituati a fare da soli, ma i servizi essenziali vanno garantiti»
il caso
FRASSINORO. «Abbiamo chiamato il call center dieci volte e ci hanno risposto dieci persone diverse, ognuna con una versione diversa sui tempi di ripristino. Uno ha detto anche che non gli risultava nessun guasto, e lì allora abbiamo riattaccato, ciao. Non è possibile: E-distribuzione non può essere nessuno, deve esserci qualcuno a cui potersi rivolgere in emergenza». È la voce di Chiara Ghini e Massimiliano Torricelli de “Il Risveglio del Gigante”, realtà lanciata un anno fa a Vallorsara (Frassinoro) nella produzione di gastronomia tipica (dalla pasta, ai biscotti e le confetture artigianali, portate in negozi e gruppi di acquisto) che si è trovata paralizzata due giorni (dalle 22.30 di domenica) per blackout: impossibile fare andare le macchine, col generatore si è salvarta sola la roba nei freezer.
«Era prevista questa nevicata - continuano - ce lo immaginavamo noi che saremo rimasti senza corrente, e i tecnici specializzati? Non si sono preoccupati di portare neanche un gruppo elettrogeno. Prima della neve, così da prevenire, ma anche subito dopo: lunedì c’erano già strade pulitissime, si poteva arrivare tranquillamente. Invece abbiamo dovuto aspettare gente e mezzi chiamati da chissà dove. L’arrabbiatura non è verso di loro, ma verso chi li organizza: la solita gestione pubblico-privata italiana in cui alla fine paga sempre il consumatore. E oltre a questo, una mancanza di risposte intollerabile. Siamo abituati ad arrangiarci qui, facciamo impresa da soli e non vogliamo qualcuno che ci risolva i problemi. Ma la correttezza nei servizi sì». —
D.M.
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