Il sogno di Sofia è diventato realtà: adesso è una ballerina
La 12enne aveva da sempre il desiderio di danzare Ha trovato palestra, insegnanti e amici: «Mai disperare»
Una storia di danza e integrazione, che ha il sorriso di Sofia, figlia di Teresa Romano, di Nonantola, che racconta la sua storia. «Io e mio marito Marco abbiamo due figli, Luca di 16 anni e Sofia di 12, due ragazzi meravigliosi e vivaci come solo gli adolescenti possono essere. Sofia con qualcosa in più: un cromosoma». Sofia è affetta da sindrome di Down, è una bimba socievole e solare, positiva e propositiva che frequenta la prima media, circondata dall'affetto di tutti i compagni.
«Le piacciono molto i cartoni animati, disegnare e colorare e ama molto nuotare, ha frequentato per diversi anni corsi di nuoto. Lo scorso autunno mi ha chiesto di poter fare danza, una passione nata guardando il cartone animato Ballerina – racconta Teresa - Abbiamo sempre pensato che se si ha un desiderio, una passione, bisogna darsi una possibilità. Così ho iniziato ad informarmi e a fare qualche telefonata ad alcune palestre. Qui nascono le prime difficoltà: mi dicono che non hanno l'insegnante che possa seguire solo lei, che sarebbe meglio farle fare danza moderna e non danza classica (ma lei vuole danzare sulle punte!). Insomma, capisco che non è una cosa semplice. Ma se ci si dà una possibilità, non bisogna darsi per vinti – sostiene Teresa – Un giorno, la dottoressa. Pavarotti che segue Sofia con un percorso logopedico mi indica la scuola Liberamente Danza di Ravarino e così contatto Elena Sighinolfi che insieme a Mirta Boschetti sono le insegnanti della scuola». Elena invita Teresa a portare Sofia alle due lezioni di prova, seguendo l'iter per tutti i bimbi che iniziano danza. «Ho pensato: quindi nessun problema? Niente domande? Nessun timore? Che meraviglia!» sorride Teresa. Lo scorso ottobre iniziano per Sofia le lezioni di danza, in un clima di grande serenità. «A dicembre Sofia ha partecipato al saggio di danza di Natale: con grande emozione e con l'incoraggiamento delle sue compagne di corso ha affrontato questa piccola, grande prova. Un successo! In questi mesi, stanno preparando il saggio di fine anno e noi genitori siamo molto contenti di questa esperienza. Talvolta è solo la paura di ciò che non conosciamo, il pregiudizio che si ha della diversità, dell'handicap che ci preclude la possibilità di crescere umanamente e di rendere felice una bambina. Ringraziamo di cuore le insegnanti Elena e Mirta e tutte le bimbe della scuola Liberamente Danza. Come diceva Jerome Lejeune, il medico che ha scoperto la trisomia 21, non abbiate paura!». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
