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Al Mef “Capolavori senza tempo”: il design delle rosse e altre icone di stile

Stefano Aravecchia
Al Mef “Capolavori senza tempo”: il design delle rosse e altre icone di stile

Selezionati modelli simbolici di settant’anni di storia che creano un “dialogo” con oggetti d’epoca trendy dall’arredo all’elettronica 

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Volete rifarvi gli occhi con auto che negli anni hanno mantenuto intatto il proprio fascino? Basta fare un salto al Museo Enzo Ferrari per assaporare tutti in una volta gli ingredienti che da sempre contraddistinguono la Ferrari: straordinario, raro ed esclusivo. «Un dialogo fra mondi diversi che aiuta il visitatore a comprendere la formazione degli stili e dei simboli di ogni epoca, facendo rivivere le emozioni che ci hanno regalato». Questo il senso della mostra inaugurata ieri al Mef “Capolavori senza tempo”, un’irresistibile tentazione per gli appassionati che mette in vetrina alcune delle auto Ferrari più eleganti della storia a pochi giorni dal Motor Valley Fest, a Modena il prossimo fine settimana.

La scelta degli esemplari esposti non è casuale: la selezione è stata fatta puntando su modelli altamente simbolici, legati all'evoluzione stilistica e filosofica del marchio Ferrari dal 1947 ad oggi. Nel contempo gli organizzatori hanno puntato a creare un dialogo fra le “rosse” e altre icone di stile. Ecco perché le auto esposte sono presentate e messe in relazione con altri oggetti indimenticabili di diversi settori, dall’arredo all’elettronica e all’architettura, in compagnia dei miti della musica e del cinema, dando così vita a un raffinato gioco di rimandi e di influenze reciproche. In alcune teche sono esposti cronologicamente oggetti, opere artistiche e personaggi famosi, rivelando al pubblico inaspettate associazioni e abbinamenti inediti con le vetture Ferrari di quell’epoca.

I visitatori del Museo Enzo Ferrari possono quindi ammirare l’esposizione della 166 Inter del 1948 e della 750 Monza del 1954, considerate simboli affascinanti del boom economico del dopoguerra. Riflettori puntati poi sulla 250 California del 1957 “fil rouge” di questa serie leggendaria, seguita dalla 250 GTO del 1962 e dalla 365 GTS4 del 1969, fino alle più recenti California del 2008 e GTC4 Lusso del 2016, mentre la conclusione ideale della splendida parata di rosse è affidata alla Monza SP1.

Queste sono solo alcune delle auto che danno vita alla mostra e ben rappresentano il concetto di “fascino senza tempo”. Un fascino che ogni Ferrari deve avere e che vede Flavio Manzoni e il suo staff impegnati a guardare al passato per creare forme moderne. Proprio Manzoni, responsabile del design di Maranello, ha fatto da Cicerone alla nostra visita in anteprima di “Capolavori senza tempo”: «Questa mostra fa vedere qual è stata l’evoluzione del marchio attraverso una serie di capolavori che sono appartenuti a diverse epoche della Ferrari. La cosa particolare è che, oltre a essere incentrate sul design, le caratteristiche estetiche di queste vetture - autentiche opere d’arte - sono anche contestualizzate. Infatti ci sono “isole” con alcuni esempi per capire qual era lo spirito del tempo, il contesto in cui sono state generate. Le Ferrari non sono state solo influenzate dai linguaggi tecno-chic degli oggetti d’uso, ma a loro volta hanno spesso influenzato e dettato lo stile di un’epoca, rappresentando l’evoluzione e il progresso nel settore del disegno industriale». —


 

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