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Check in/ I giardini di Marrakech: alla scoperta della sua anima green

Laura Tenebrosi
Check in/ I giardini di  Marrakech: alla scoperta della sua anima green

Cè un aspetto di Marrakech che nessuno conosce prima di arrivarci: la sua anima verde. In genere ci si sente rispondere: come, nel deserto ci sono dei giardini?? In primo luogo non ci troviamo nel deserto, seconda cosa a Marrakech piove ed anche abbastanza spesso, nonostante la sua latitudine.

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Quando arrivi a Marrakech sei travolto dalla confusione, dai colori, dagli odori, da un mondo totalmente diverso da quello da cui provieni.

Ti aspetti una città incasinata, polverosa, sporca ed in parte è anche così.

Ma c’è un aspetto di Marrakech che nessuno conosce prima di arrivarci: la sua anima verde.

In genere ci si sente rispondere: come, nel deserto ci sono dei giardini??

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In primo luogo non ci troviamo nel deserto, seconda cosa a Marrakech piove ed anche abbastanza spesso, nonostante la sua latitudine.

Durante il mio viaggio in questa ingarbugliata città, che adoro ormai fino al midollo, ho avuto l’opportunità di conoscere questo suo aspetto, in parte grazie ai tanti giardini privati ed in parte anche grazie a quelli pubblici.

Vediamo un po’ quali sono i giardini più belli di Marrakech.

Tra quelli pubblici spiccano quelli della Koutoubia, il grande minareto emblema della città. Sono molto curati, con tanti alberi d’arancio, panchine e le forme geometriche tipiche dei giardini islamici.

Molto belli e curati anche quelli del Cyber Parc, che abbiamo attraversato mentre ci recavamo per un ‘mint tea’ al lussuoso Royal Mansour.

A breve distanza anche il parco Lalla Hansa, anch’esso in corrispondenza con un altro hotel di alto livello, il Mamounia.

Tra quelli privati ma gratuiti segnalo proprio quelli di questo super hotel, ai quali si può accedere gratuitamente ogni giorno, dalle 11 alle 16.

Vedrete che pareti di bouganville che ci sono…sembrano infinite!

Ora passiamo ai giardini di Marrakech privati il cui ingresso è a pagamento.

Il più conosciuto ed indubbiamente il più bello è il Majorelle.

Si trova nella parte nord-ovest della città, fuori dalle mura cittadine.

Il mio consiglio è quello di andare subito all’apertura (direi che aprano alle 8,30), oppure un’ora prima della chiusura, perché è molto gettonato e durante il giorno si formano lunghe file per l’ingresso.

Acquistato in prima battuta dall’artista francese Jacques Majorelle, che qui ci fece il suo studio, che poi venne dipinto del bellissimo ‘blu Majorelle’, passò un periodo di abbandono, fino a quando Yves Saint Laurent ed il suo compagno Pierre Bergé, non decisero di acquistarlo.

Ora è uno dei luoghi più belli della città, i suoi giardini presentano rarissime specie di piante esotiche, tantissime bouganville, palme e cactus di ogni forma e dimensione. Il contrasto tra il blu ed il giallo limone è fantastico e ogni angolo o scorcio sarebbero da immortalare.

Peccato la tanta gente, per questo vi consiglio di andare in orari decentrati.

Il secondo giardino di Marrakech che abbiamo visitato ha la particolarità di essere l’unico all’interno della Medina. Si tratta del Jardin Secret.

E’ stato aperto dal 2016 ed è il risultato del lavoro e dell’ingegno di due imprenditori italiani Lauro Milan e Sante Giovanni Albonetti, coadiuvati dal paesaggista inglese Tom Stuart-Smith e dai più bravi artigiani locali.

Il risultato è sorprendente! Incontrerete due giardini, quello esotico appena entrate e quello islamico subito dopo.

La cosa che vi sembrerà più strana sarà la pace ed il silenzio che regnano in questo posto, a pochi metri dalle caotiche vie della Medina. Vi troverete proprio in un altro mondo.

Soffermatevi sulle fotografie della tenuta prima dei lavori e studiate attentamente il sistema d’irrigazione presente nel giardino islamico, la cui acqua arriva direttamente dai monti dell’Atlante. Ma questo già nell’antichità.

Gustatevi un tè alla menta sulla terrazza/café e salite sulla torre. Avrete una vista spettacolare su tutta la medina ed anche oltre.

Il terzo giardino di Marrakech che abbiamo avuto il piacere di visitare, si trova fuori dalla città di circa 30 km. Si chiama Anima Garden ed è una creazione dell’artista austriaco di fama mondiale André Heller.

Si raggiunge comodamente con uno shuttle gratuito che viene messo a disposizione dal giardino (sul sito troverete tutti i dettagli) e il tempo di percorrenza è di circa 40 minuti.

Anche Heller, così come Milan e tanti altri, si innamorò di Marrakech negli anni ’70, ma solo nel 2010 decise di cominciare a realizzare questo giardino.

Lo slogan che gli si associa è ‘Le retour du Paradis’, ossia il ritorno del paradiso…direi che calzi a pennello, visto la tranquillità che vi si gode al suo interno e la bellezza del paesaggio circostante, che nelle giornate terse permette di vedere anche le montagne dell’Atlante!

Recarsi ad Anima Garden è concedersi una pausa dalla caotica ed incantevole Marrakech.

E se sarete fortunati, potrete anche incontrare il grande artista!

Un ultimo giardino di cui vi voglio parlare ma, che per questioni di tempo non abbiamo visto è quello di Menara.

Ho letto opinioni contrastanti, quindi vedrete voi se recarvici oppure no. Si trova fuori città di qualche km, quindi dovrete raggiungerli in taxi. E’ un grande uliveto, con un bacino d’acqua importante, un tempo piscina ora stagno. Al suo interno si può fare un giro con il dromedario. Un’attrazione molto carina per chi ha bimbi al seguito.

Stessa cosa nella Palmeraie, un antico palmeto oggi ridotto un po’ all’osso. E’ comunque un luogo piacevole per chi vuole avere un primo approccio di pseudo-deserto e fare una passeggiata sul dromedario, magari al tramonto.

Link utili per la visita: http://www.jardinmajorelle.com/, https://www.lejardinsecretmarrakech.com/en/, https://www.anima-garden.com/experience/

Maggiori informazioni anche sul mio sito www.viaggiareconlaura.com

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