«Colpa delle contraddizioni interne all’amministrazione»
Meditata quanto attesa la posizione di Italia Nostra: «L’attesa determinazione che doverosamente fa applicazione dei principi conservativi dettati dal codice dei beni culturali (prevalenti pure sulle idee inventive dell’archistar) deve essere l’occasione per la revisione critica della vicenda che si è trascinata per oltre un decennio non già per la melina degli imbalsamatori, ma per le contraddizioni interne alla stessa amministrazione comunale e i suoi vistosi errori anche formali. Quando, all’origine della vicenda, la porzione dell’edificio retrostante al Palazzo dei Musei fu liberata dall’impropria destinazione ospedaliera (l’Ospedale Estense), non si volle allora tener fede all’impegno di destinarla alla fisiologica espansione dei contigui istituti culturali (le biblioteche Estense e Poletti, i Musei civici e l’Archivio Comunale), come Italia Nostra chiedeva». E ovviamente Italia Nostra riparte dalla suia battaglia: «. Ci volle la sentenza del TAR per far prendere atto che solo con la violazione della disciplina conservativa del piano regolatore e dei principi di tutela del codice beni culturali sarebbe stato possibile quel trasferimento e infine si avviò il procedimento verso un accordo di programma con la Soprintendenza – in conferenza di servizi - su un progetto che non si differenziava però da quello originario se non per la soppressione delle due torri librarie, mantenute invece, pur nella diversa destinazione, le più radicali ristrutturazioni del complesso storico. La Soprintendenza non ha accondisceso all’accordo che avrebbe dovuto approvare insieme, unitaria decisione, progetto e variante alle contrarie regole di piano, mentre la conferenza di servizi ha artificiosamente e inutilmente approvato la sola variante urbanistica nell’attesa della autonoma determinazione degli Uffici della tutela dei beni culturali». —
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