Così Bonaccini e Muzzarelli hanno imposto il suo addio
Di “se” ce n’erano pochi, al massimo c’era un “quando”.
Perché che le dimissioni di Massimo Annicchiarico sarebbero arrivate prima della scadenza naturale del mandato, fissata nel 2020, c’erano pochi dubbi. Una questione di rapporti, prima di tutto, perché il giudizio sul funzionamento dell’Azienda Usl in questi anni è positivo: quello che non funzionava era il rapporto con la politica, difficile trovare un sindaco o dirigente del Partito Democratico in sintonia con il direttore generale dimissionario. Tuttavia anche quello con i sindacati (il più compromesso) e con i dipendenti era tutt’altro che forte.
Ma è stata ovviamente la politica, nelle ultime settimane, a sferrare l’“attacco” decisivo che ha portato alle dimissioni forzate di un direttore che di fatto ha rappresentato una nomina sbagliata dalla politica e dal presidente della Regione Stefano Bonaccini.
Un lavoro di cui si è fatto carico soprattutto il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, che insieme allo stesso governatore Bonaccini ha iniziato da tempo un “lavoro ai fianchi” che ha portato alle inevitabili dimissioni di Annicchiarico: una vittoria politica sulla cui tempistica ha ovviamente influito il fatto che tra meno di venti giorni si voterà per le prime amministrative il cui risultato non è scontato per il Partito Democratico.
Altrettanto ovvie le dichiarazioni di circostanza, che ieri hanno portato i co-presidenti della Conferenza socio-sanitaria Gian Carlo Muzzarelli e Alberto Bellelli, sindaco di Carpi, ad esprimere, anche a nome di tutti i sindaci modenesi, «lo stupore per la decisione e il ringraziamento sentito per lo sforzo e l’impegno profusi in questi quattro anni per garantire lo sviluppo e l’ammodernamento del nostro sistema sanitario. Grazie ai progetti realizzati, tra cui spicca la fusione dei due ospedali modenesi - incalzano i sindaci di Modena e Carpi - realizzata in anticipo rispetto alle previsioni e in modo positivo, abbiamo conseguito un autentico salto di qualità per tutta la rete territoriale. Dispiace - concludono i due sindaci Dem - ma rispettiamo le motivazioni e auguriamo a Massimo Annicchiarico un futuro ricco di soddisfazioni. Ora la Regione garantisca al più presto una nuova direzione per un’azienda sanitaria così importante per tutto il territorio provinciale». —
L.G.
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