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Le aziende chiedono il risarcimento danni «Una vergogna abbandonarci senza luce»

Daniele Montanari
Le aziende chiedono il risarcimento danni «Una vergogna abbandonarci senza luce»

Esplode la rabbia di quanti sono rimasti fino a 40 ore privi di energia dopo la nevicata. «E non è la prima volta»

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Si stanno organizzando per una maxi richiesta danni nei confronti di Enel gli imprenditori e i commercianti di Palagano che si sono trovati attività bloccate fino a 40 ore per i distacchi di corrente. Il termometro della rabbia, per quanto patito con la nevicata, segna febbre alta.

LA CERAMICA

Alla Pfm Ceramica (taglio e levigatura piastrelle) produzione ferma dal pomeriggio di domenica alle 23 di lunedì: 60 dipendenti a casa. «E non capita solo per eventi eccezionali – sbotta Filippo Perini, tra i soci titolari – arriva un temporale, del vento forte e ciao corrente. Si ferma la produzione, poi i danni alle macchine. Ma vi sembra normale? È evidente che sulle manutenzioni qualcuno non fa quello che bisogna fare, che sia Enel o chi ha in appalto i lavori. Basterebbe lasciare attorno alle linee una distanza di sicurezza e il problema sarebbe finito. Questo giro a noi ci costa non meno di 50mila euro di danno. Sempre se si ferma qui, perché adesso abbiamo ritardi nelle consegne e se ci arrivano delle contestazioni dai clienti non ci saltiamo fuori. Sembra impossibile negli anni Duemila. Ai danni di un cliente che paga 40mila euro di bolletta al mese».

IL MAGLIFICIO

Morale nero anche al Maglificio Mucci di Monchio. «Dai primi fiocchi di domenica mattina la corrente ha iniziato a ballare, e ho dovuto spegnere tutto fino a lunedì sera per non bruciare i macchinari – nota il titolare Stefano Tincani – ma non ci si rifugi in scuse sull'eccezionalità del fenomeno: qui ogni 15 giorni la luce salta e son sempre almeno 500 euro di danni sulle macchine. Senza contare che ogni volta ci vogliono almeno due ore per ripartire. Ho avuto un colloquio con persone importati di Enel e mi hanno detto che dovrei metter su un impianto di continuità. Una roba che costa 30mila euro e che dopo tre anni prevede una spesa di 3mila euro annui di mantenimento. Ma dico scherziamo? Per il fatto che loro non tengono dietro al loro impegno di servizio devo pagare io che già pago 4mila euro di luce al mese? E i danni ogni volta? Ho sei dipendenti regolari, pago le tasse, non capisco perché devo essere maltrattato così solo per aver scelto di fare impresa in montagna. La dico chiara: se la musica non cambia, saldo macchine e capannone e poi vendo tutto. Vado a lavorare nel comodo: non posso bruciare i miei soldi così».

IL SUPERMARKET

«È una vergogna rimanere senza luce nel supermercato dalle 21 di domenica alle 23 di lunedì per una nevicata che era arciprevista» tuona Erio Ferrari, responsabile assieme alla moglie Maria Patrizia Bernardi dell'A&O Palagano Market in centro. Dove lavorano quattro dipendenti, tra cui sua figlia Gaia (per inciso, la bionda appena eletta Miss Fiera di Modena nelle selezioni per Miss Italia).

«Non capisco perché Enel non abbia portato su prima i gruppi elettrogeni, con un minimo di prevenzione, che è mancata. Ci deve essere un responsabile per quello che abbiamo patito: frigo di roba buttata via, supermercato chiuso nel giorno più produttivo. Stavolta noi coi danni ci andiamo fino in fondo, è una questione di principio. Mi han detto che dovrei montare un gruppo elettrogeno: ma scherziamo? Come se stessi in un campo profughi? È questa la risposta nella ricca ed efficiente Emilia? Il mio orgoglio modenese mi impedisce di pensare a una cosa del genere. Stavo pensando di allargare l'attività qui, ma con che spirito lo faccio? Pensando di essere considerato da terzo mondo? Io invece ci credo ancora nella montagna, e nella sua dignità». —

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