Gazzetta di Modena

Modena

Muzzarelli: «Ora i soldi li trovi il Governo»

Stefano Luppi

Il sindaco al veleno: «Il progetto va avanti ridimensionato: ci saranno attività costrette in spazi meno funzionali»

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A quindici giorni dal voto, il caso Sant’Agostino è sotto i riflettori. Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli replica alle accuse e mette in fila una vicenda ormai eterna.

Se sarà di nuovo sindaco che cosa farà: intende completare il Sant’Agostino con intonacatura dei muri e poco più o ripartire da zero con il progetto architettonico?

«Si va avanti. Il progetto architettonico sarà purtroppo ridimensionato nelle sue ambizioni, ma gli studi e i progetti elaborati fin qui non sono mica da cestinare! E vorrei ricordare ai distratti, che parlano di tempo perso, che nel frattempo abbiamo restituito alla città la Chiesa, avviato la digitalizzazione della Biblioteca Estense, che è possibile visitare il Teatro Anatomico e la Farmacia e che a breve saranno attivi il Centro Interdipartimentale dell’Università per le Digital Humanities e il centro di didattica innovativa, come ha ricordato il presidente Cavicchioli. Infine, abbiamo appaltato per 17 milioni il recupero dell’ex Ospedale Estense, che abbiamo inserito in Ago per avere maggiori spazi espositivi e, in prospettiva, ampliare Musei civici e Gallerie Estensi».

Col senno di poi è stato un errore approvare prima la variante in Consiglio?

«Prima vengono le regole urbanistiche e il progetto culturale, poi l’edilizia. In Consiglio non abbiamo approvato solo una variante, ma i capisaldi del progetto culturale per la valorizzazione dei principali istituti culturali cittadini. La verità è che chi gridava a gran voce che prima dei muri ci volevano i contenuti in realtà non aveva davvero un problema di contenuti, ma solo l’ossessione di bocciare il progetto di Gae Aulenti. Prima si attaccavano alla sentenza del Tar, che metteva in mora la carenza urbanistica, adesso se la dimenticano, tanto lo scopo è stato raggiunto per altra via. Si riempiono la bocca di partecipazione, ma ritengono di fatto che il Consiglio Comunale sia solo un passacarte di decisioni che devono prendere altri e altrove».

Pensa che Giunta e Fondazione abbiano commesso qualche errore di percorso?

«Il percorso è stato condiviso con i precedenti Governi e con la Soprintendenza regionale. Abbiamo condiviso la procedura urbanistica e il ricorso alla Conferenza dei Servizi che, ricordo ancora ai distratti, si è conclusa all’unanimità, ivi compreso il parere della Soprintendenza. Vedo che mi accusano di fare dietrologia, ma sono i fatti a parlare: rispetto a questo quadro è cambiato solo il colore del Governo e, guarda caso, dopo anni di lavoro e di sollecitazioni (l’ultima l’anno scorso), il parere che non autorizza le demolizioni è arrivato a venti giorni dal voto! Ce lo avevano garantito per ottobre… E poi volete che non pensiamo male?».

Come procederà Ago ora che il progetto Gae Aulenti è accantonato?

«Per fortuna Ago va oltre il progetto di Gae Aulenti, anche se dovremo collocare alcune attività in spazi meno funzionali e rivedere parte del layout. Segnalo però un problema: i fondi per ampliare, ammodernare e render più sicuri gli spazi della Biblioteca Estense ora dovrà trovarli il Governo. Per tutto il resto andiamo avanti: nuova sede di Modena Arti Visive, con Galleria civica e Fotografia, nuova sede del Museo della Figurina, nuove sale mostre, Digital Humanities, ampliamento e qualificazione della Poletti, dell’Archivio Storico e dei Musei Civici. Modena è più forte di chi la vuole bloccare». —



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