Modena. Ecco 32 borse di studio per aiutare i giovani a finire l’università
Hanno tra i 20 e i 35 anni. Sono nati a Modena e in provincia, in altri luoghi d’Italia e all’estero. Diverse le storie, identico il desiderio di affermarsi con gli studi, più forti delle difficoltà. Sono i 32 studenti Unimore che ieri a Giurisprudenza hanno ricevuto borse di studio per un valore totale di 50mila euro. I contributi individuali sono messi a disposizione dalla Fondazione Intesa Sanpaolo onlus. Variano tra 1.500 e 2.200 euro e saranno erogati su una carta ricaricabile. I beneficiari rappresentano poco più del 27% dei 117 che hanno fatto domanda.
Hanno dimostrato di trovarsi in condizioni di svantaggio o difficoltà economica e di non aver ricevuto altri contributi, borse o finanziamenti. «È un grandissimo onore essere premiati – ha assicurato Mohamed Alì Mhadhebi – ed è importante avere aiuti dalla facoltà e dalla onlus. Il mio sogno è essere medico. Sono iscritto a Infermieristica, ma l’anno prossimo spero di passare a Medicina. L’atto (della borsa) fa vedere che le persone che ci circondano sono attente a chi studia».
Il giovane è originario della Tunisia e rappresenta una delle menti d’importazione, come le studentesse e gli studenti provenienti da Albania, Camerun, Congo, Ghana, Marocco, Moldavia, Pakistan e Tanzania. Le borse di studio sono viste come un valore aggiunto anche da chi ha dovuto percorrere meno chilometri per avvicinarsi all’ateneo. «Per me rappresenta un aiuto – ha garantito Costanza Francesca Mangone, studentessa di Economia e modenese – con cui raggiungere uno dei miei obiettivi: sogno di laurearmi ». «Siamo stati fortunati – ha fatto eco Francesco Rioli, studente di Medicina palaganese – e sarebbe bello che vi fossero altre iniziative per chi non può accedervi». La gratitudine dei beneficiari si riflette nella soddisfazione degli erogatori.
«Speriamo che le borse li portino a concludere gli studi – ha sottolineato Valeria Cavrini, vicepresidente della Fondazione Onlus – e a essere più forti per porsi nel mondo del lavoro». Cavrini ha specificato che il disagio sociale «ha 1.001 facce, tra l’impossibilità di poter avere il diritto allo studio, di continuare a studiare per questioni di provenienza, economiche, incidenti e imprevisti». «Queste borse di studio vanno a sostenere studenti esclusi dal finanziamento per il diritto allo studio – ha ricordato il rettore Andrisano – e che per diversi motivi possono vedere pregiudicati i loro studi e la loro serenità. Ricordo che in questo anno accademico sono ben 5.777 i nostri studenti che beneficiano dell’esonero dal pagamento delle tasse». —
G. F.
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