Soliera, «Troppo vicini ai Casalesi». Ditta esclusa dal Prefetto
Gli investigatori certificano i legami dell’imprenditrice con il clan di Michele Zagaria. Il marito protagonista di un litigio con Cantile (Pi.Ca) e frequentazioni sospette
SOLIERA. Si chiama “Edil Fontana” ha sede a Soliera e a metà 2018 aveva chiesto l’iscrizione alla white list prefettizia per operazioni di carattere edile e movimentazione terra. Ma il Prefetto, Maria Patrizia Paba, nei giorni scorsi, ha firmato il provvedimento di rigetto all’istanza riscontrando il pericolo di infiltrazioni o condizionamenti della criminalità organizzata. Contro la decisione è comunque possibile depositare il ricorso al Tar entro 60 giorni dalla notifica. . La titolare, viene dato conto nelle pagine della motivazione, nel 2010 (insieme al resto della famiglia) era stata raggiunta da un’esecuzione di sequestro preventivo di alcuni beni riconducibili a diversi affiliati al clan dei Casalesi e alla fazione di Michele Zagaria. Ma c’è di più: il marito dell’imprenditrice, Antonio, è descritto come un pregiudicato per associazione mafiosa ed estorsione: è un uomo di Zagaria e tra gli episodi che gli vennero contestati c’era anche la vicenda riguardante Raffaele Cantile, imprenditore titolare della Pi.Ca Costruzioni, ai tempi minacciato dal clan. Cantile e la titolare della Edil Fontana avevano raggiunto un accordo per la vendita di un immobile a Limidi di Soliera, accordo che poi saltò a causa di intimidazioni. Nell’affare entrò lo stesso Zagaria, qualificato come “mandante e organizzatore” nel contattare lo zio di Cantile per trovare un mediatore utile a farlo recedere dall’acquisto immobiliare. Cantile, in quell’episodio, venne anche malmenato e minacciato.
Il marito, osservano gli investigatori del Girer, si è trasferito a Soliera nel 2011 proprio dove ora ha sede la “Edil Fontana”, ma nel 2015 viene arrestato dalla polizia per un’esecuzione di carcerazione, dovendo espiare ancora alcuni mesi di pena e pochi giorni dopo viene di nuovo scarcerato e torna a Soliera.
Ma ci sono anche altri gradi di parentela che hanno messo in allerta la Prefettura. L’imprenditrice è infatti sorella della moglie di Cantile il cui fratello è sposato con la sorella del boss Michele Fontana, detto “Lo Sceriffo”, considerato già reggente del clan Zagaria.
Vengono inoltre annotate frequentazioni sospette con pregiudicati con precedenti per “associazione di stampo mafioso, riciclaggio aggravato e delitti connessi ad attività mafiose”.
Il pericolo di infiltrazioni mafiose, visti i riscontri storici raccolti dalla Prefettura, hanno quindi portato a rigettare l’istanza di iscrizione alla white list, negando quindi alla “Edil Fontana” quel certificato antimafia che gli impedirà anche di concorrere in appalti pubblici oltre che di lavorare nella ricostruzione post terremoto. —
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