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Calano le famiglie in difficoltà ma rimane l’emergenza lavoro

Valeria Cammarota
Calano le famiglie in difficoltà ma rimane l’emergenza lavoro

Sono state mille in meno le sporte alimentari distribuite ai bisognosi nel 2018 da Porta Aperta

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È in diminuzione il numero delle famiglie accolte al Centro di Ascolto di Porta Aperta: nel 2018, in 197 giorni di apertura, sono state 562, ovvero il 7% in meno rispetto al 2017. Per risalire a un numero così “esiguo” occorre tornare al 2005, quando furono 564.

È il quadro delineato ieri, nell’aula magna del Seminario Vescovile, per la presentazione del Rapporto dei progetti e delle attività riferiti al 2018 di Caritas diocesana, Porta Aperta Carpi, Recuperandia e Porta Aperta Mirandola. Una situazione che si spiega con una sostanziale diminuzione delle famiglie straniere in situazioni di indigenza, più lieve per quanto riguarda quelle italiane.

Si torna, dunque, su valori precedenti la crisi del 2008: dopo l’ondata di aumenti registrata nei primi anni, dal 2012 è diminuito progressivamente il numero di nuclei che arrivano a Porta Aperta, probabilmente anche perché molte famiglie si sono trasferite altrove o sono tornate nelle città e nei Paesi di provenienza. Se tuttavia sono pochi i nuovi arrivi (126 famiglie, 22% in più, soprattutto dal Maghreb per quanto riguarda Carpi), diversi sono comunque i nuclei che si ripresentano, anno dopo anno, con una molteplicità di problemi e su alcuni dei quali si fatica a trovare via d’uscita alle difficoltà.

Al contempo, i numeri sul lavoro riferiscono di una percentuale di disoccupati in leggero calo, anche se il dato non trova conforto nei contratti a tempo indeterminato: molti di più lavorano, ma molto spesso con contratti precari. Nel 2018 i colloqui sono stati 3828 (4364 nel 2017). I nuclei assistiti con il programma alimentare sono stati 497 su 562 (540 su 607 l'anno precedente), il 44% italiani e sono state raggiunte, con questo aiuto, 1412 persone. Come negli anni precedenti, gli aiuti vengono distribuiti tramite sporte che, nel 2018, sono state 5558, circa mille in meno rispetto al 2017.

Significativi anche i dati su Mirandola, dove Porta Aperta ha ascoltato 239 persone in 127 giorni di apertura: un numero in linea con quello dell’anno precedente. Qui la fascia d’età è più bassa rispetto a Carpi, forse perché la presenza di vaste aree di campagna storicamente attrae un maggior numero di giovani. Positivi anche i dati sulla condizione professionale che, in entrambe le realtà, vede una diminuzione di disoccupati o persone in cerca del primo lavoro: a Carpi il calo percentuale (-7%) viene controbilanciato dall’aumento degli occupati con regolare contratto e da quanti svolgono lavori irregolari; così come a Mirandola dove i disoccupati si attestano al 48,1% (56% nel 2015), anche se il dato preoccupa considerato che tra i lavoratori ci sono anche i contratti a termine senza certezze per il futuro. —

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