Impianto di biometano Lo scacco matto con il piano urbanistico
Il progetto subordinato al nullaosta delle attività già esistenti Prandini: «Incarico i legali per difendere tutta la comunità»
CONCORDIA. Due mosse per tentare di dare scacco matto al progetto di impianto a biometano all’ex Kermar anche con l’incarico ad avvocati ed esperti. È il piano emerso durante un incontro pubblico organizzato dal sindaco Luca Prandini a cui ha partecipato anche il prof Giulio Allesina, ricercatore e docente di sostenibilità ambientale presso l’Uiversità di Modena. «La mia passione più grande - ha detto Allesina - è quella delle energie rinnovabili e in linea di principio non sono contrario alla tecnologia di produzione di biometano, ma il fine speculativo dei soggetti privati promotori sta portando verso impianti troppo sovradimensionati, non compatibili quindi con la quantità di rifiuto organico prodotto in loco, e che non portano alcun vantaggio anzi criticità per i cittadini in termini di sostenibilità ambientale e sociale».
E’ questa una delle molteplici ragioni, oltre alle diverse riserve sull’impianto in sé oggetto di 84 rilievi dell’Arpae, per le quali la maggioranza e il Consiglio Comunale, assieme all’Amministrazione uscente, si stanno opponendo. all’impianto.
Prandini, nel corso della serata, ha ribadito che “le competenze del Comune riguardano in particolare l’autorizzazione urbanistica che non è stata rilasciata. Le conclusioni a cui arrivano i nostri consulenti è che l’impianto non si può fare per la presenza di un’area boschiva da tutelare e per i vincoli del Piano urbanistico attuativo da rispettare. I boschi, infatti, sono soggetti a vincolo paesaggistico e le opere di urbanizzazione su un comparto unico come quello ex-Kermar possono essere completate solo con il nulla osta e consenso, delle attività già insediate”. Ciò significa che chi è già operativo sul posto può esprimere un parere vincolante.
«Nessuna autorizzazione è stata rilasciata e nessun piano urbanistico attuativo è stato approvato dal Comune, anzi la società ha ritirato, a gennaio 2019, quello presentato - rivendica il sindaco - Inoltre ribadiamo che il parere preliminare diretto all’ufficio tecnico nel luglio 2017 dalla società NovoGAS (che non è neppure l’attuale società richiedente) aveva avuto una risposta esclusivamente tecnica, riguardante la mera potenziale destinazione d’uso urbanistica dell’area, per sua natura a firma del responsabile dell’ufficio tecnico comunale e non del sindaco, che non ha né firmato, né autorizzato nulla. Oltre a questo profilo urbanistico, attribuiremo altri incarichi per analizzare le criticità ambientali di tale impianto. Dico alla Regione: gli impianti autorizzati coprono già abbondantemente la produzione di rifiuti organici del territorio, quindi non è necessario autorizzare quello proposto a Concordia. Ho promosso anche un incontro con tutti i parlamentari di tutti gli schieramenti per porre il tema e il senatore Edoardo Patriarca ha proposto un emendamento al Decreto Crescita in cui si chiede al Governo di intervenire al fine di evitare il proliferare di questi impianti, a soli scopi speculativi». —
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