In duecento per Bersani «C’è bisogno di sinistra E questa città è decisiva»
A San Damaso assieme a Muzzarelli. L’ex ministro all’attacco del Centrodestra «Salvini sta sdoganando il fascismo nelle parole e nei gesti. M5s? Delusione»
«Cosa volete che vi dica, cari modenesi… una città che riesce a fare quello che ha fatto con Vasco Rossi e quello che farà la settimana prossima con il Motor valley fest, volete che vada a finire in mano a quelli là?».
A San Damaso sono le 20 passate da qualche minuto quando Pier Luigi Bersani fa scattare il primo applauso degli oltre 200 modenesi arrivati per incontrarlo. Un pezzo di sinistra arrivata in polisportiva per ascoltare - all’aperto, grazie alla serata calda - l’ex ministro e conoscere i candidati al Consiglio comunale della Sinistra per Modena, la lista nata da Articolo Uno-Mdp ma allargata al mondo “civico”. Sul palco, anche il sindaco-ricandidato Gian Carlo Muzzarelli (sostenuto anche dalla lista di sinistra, oltre che dal Partito Democratico e da altre tre forze) e l’ex parlamentare Maria Cecilia Guerra, candidata alle europee del 26 maggio nella lista del Pd per la circoscrizione Nord-est.
Durante il suo discorso, che ha chiuso gli interventi prima di andare tutti insieme a cena, il leader Mdp ha parlato a lungo della Lega di Matteo Salvini e della delusione del Movimento Cinquestelle: «Oggi la gente è davanti a un appuntamento locale ed europeo - ha spiegato - ma percepisce prima di tutto una questione nazionale. Una torta a tre strati, insomma, con una destra regressiva, che in Europa dice “prima l’Italia”, ma che vuol mettersi con gente che dice “prima l’Ungheria”, “prima la Francia” e così via: in questo modo si arriva alle mani, anche perché noi conosciamo già gli Stati-nazione».
Secondo il parlamentare di Leu, insomma, «un’Europa così non potrà certo dare una mano al nostro Paese. E questa è la stessa destra - ha detto ancora Bersani - che nei sistemi locali fa proposte contro la coesione e l’inclusione, una destra che se non ha un avversario non va da nessuna parte. E a furia di ingrossarsi, questa destra sta tirando dentro anche i fascisti: io non dico che Salvini è un fascista - ha precisato Bersani - perché è lui a dover dire che cos’è. Dico però che abbiamo un ministro degli Interni che sta sdoganando il fascismo, nel linguaggio e nei gesti».
Quindi, il Movimento Cinquestelle: «Con tutte le buone intenzioni, non ci siamo proprio - ha detto sorridendo l’ex ministro - perché con la mania di non parlare con nessuno, di essere “anti” e non “pro”, i Cinquestelle non sono in grado di reggere la volata di questa destra, ma semmai gliela tirano, la volata. Insomma, oggi in Parlamento i pentastellati hanno una forza doppia rispetto alla Lega, ma cosa succederebbe se fosse il contrario? Non voglio vedere con il fumo negli occhi quelli che hanno votato Cinquestelle, ma è un dato di fatto che i loro rappresentanti al governo e alle Camere stiano tradendo gran parte delle esigenze, spesso legittime, di coloro che li hanno votati». Bersani ha quindi fatto notare che a Roma «ci sono due governi, che dal primo giorno stanno facendo solo la campagna elettorale, mentre il ministro degli Interni è sempre in giro: insomma, più che altro è un ministro... degli Esterni». Il leader Mdp ha quindi ricordato che «oggi c’è un gran bisogno di una sinistra che sia davvero sinistra, una sinistra di governo, e Modena può davvero fare tanto per dare una risposta a questo bisogno». —
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