Moria di aziende nel distretto ceramico e Cottarelli detta la ricetta per la ripresa
In otto anni chiuse 362 ditte. «Aumento dell’Iva necessario contro il deficit. Stop burocrazia. Rischio cure drastiche»
«Il numero di imprese attive presenti nei comuni di Fiorano, Formigine, Frassinoro, Maranello, Montefiorino, Palagano e Sassuolo nel periodo 2010 - 2018, ha fatto registrare un calo progressivo che da 10.892 del 2010, è sceso a 10.534 nel 2018, con la chiusura di ben 362 aziende, pari al 3,3%, sul totale complessivo dei sette Comuni». Lo ha dichiarato il segretario generale di Lapam Federimpresa Carlo Alberto Rossi, presentando una ricerca dell'ufficio studi dell'associazione, all'interno dell'incontro con Carlo Cottarelli, già commissario straordinario per la spending review e attuale direttore dell'osservatorio sulla spesa pubblica dell'Università Cattolica, che è stato protagonista di un pubblico incontro al Crogiolo Marazzi, pieno con oltre 400 presenze.
«Di queste 362 imprese, circa 200 erano aziende manifatturiere – continua Rossi - e la situazione appare ancor più grave se isoliamo i comuni della montagna, Frassinoro, Montefiorino e Palagano, dove il calo delle imprese attive è pari al 12,8% del totale. Tradotto in numeri nel 2010, nei tre Comuni appenninici operavano 772 aziende, nel 2018 queste imprese sono calate a 673: 99 in meno. A cosa dobbiamo questa inarrestabile moria? Infrastrutture inadeguate, eccessivo peso di fisco e burocrazia, politiche del lavoro che non tengono in considerazione le grandi trasformazioni in atto, non ultime quelle imposte dalla sempre più dirompente trasformazione digitale».
In precedenza il professor Cottarelli aveva puntato il dito sull'economia italiana più in generale. «L'economia tricolore è fragile, come un vaso di vetro – ha affermato l'economista, ospite di Lapam Confartigianato a Sassuolo nell’ambito delle iniziative per i 60 anni dell’associazione - e potrebbe bastare uno scossone per creare grosse fratture. L'economia italiana non sta bene e potrebbero servire cure drastiche. L’aumento dell’Iva? Se vogliamo mantenere l'obiettivo della diminuzione del deficit rispetto al Pil potrebbe essere necessario. L'efficientamento del Paese è possibile con la giusta spinta politica e assegnando le dovute priorità ma le cose potranno, comunque, cambiare. L’Imu sui beni strumentali, ad esempio, può essere tolta e darebbe impulso alle imprese, ma è sempre necessario sapere che le risorse necessarie vanno trovate in altro modo. E poi va combattuta sul serio la burocrazia».
Ianez Rinaldi, presidente della Lapam Confartigianato sassolese, ha motivato le premiazioni. «Perchè premiare le imprese che da almeno 40 anni aderiscono alla nostra associazione? Lo facciamo perché crediamo che la continuità d’impresa, che si realizza attraverso il ricambio generazionale o anche grazie a ex dipendenti che subentrano ai fondatori, rappresenti un valore che non dobbiamo mai dare per scontato. Se questo territorio è cresciuto lo dobbiamo anche a figure di artigiani, commercianti e imprenditori che hanno saputo far nascere imprese e hanno saputo anche passare la mano o, comunque, adeguare l’impresa ai tempi nuovi».
La conclusione è stata del presidente Lapam, Gilberto Luppi , che ha evidenziato quanto bisogno hanno le imprese del territorio che fanno tutti i giorni i salti mortali per continuare ad operare. «Questo incontro - ha detto - dimostra quello che diciamo da tempo e cioè che il tempo delle promesse è finito da un pezzo: attendiamo i fatti. Le imprese che reggono stanno facendo l’impossibile per restare in piedi. La politica deve sostenerle ed evitare di metterle ulteriormente in difficoltà». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
