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elezioni 

«Castelfranco cambia se punta sull’ospedale e servizi ai giovani»

Agata Patanè

Giuseppe Guberti è il candidato della lista civica di sinistra «Occorre ritrovare il contatto diretto con i cittadini in strada»

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«Io non chiedo assolutamente il voto. Io chiedo di darci un’occhiata, di vedere chi siamo, cosa vogliamo fare e poi naturalmente la democrazia è bella perché ognuno può decidere di votare chi vuole. Chi decide di votare per noi lo fa perché vede delle persone che hanno il desiderio disperato di parlare con la gente, anche come amministrazione comunale se noi potessimo entrarci manterremmo un contatto diretto con tutti, cosa che purtroppo non sempre è stata fatta. Noi vorremmo che la gente potesse trovarci per la strada e chiederci cosa fare, chiederci dei progetti». Ad affermarlo Giuseppe Guberti, candidato sindaco alle prossime elezioni comunali all’interno della lista civica “Castelfranco Emilia Cambia”. Il gruppo politico porta con sé un’anima di sinistra, come spiega lo stesso candidato, ma si distanzierebbe dagli altri schieramenti appartenenti alla medesima linea ideologica per le priorità su cui punta nel programma.

Tra i temi cari a Guberti ed al suo schieramento troviamo l’ospedale, ma anche la vita culturale, sportiva e ricreativa della cittadina.

«Com’è mio stile e modo di pensare la politica e farla non muovo critiche alle persone che hanno fatto politica fino ad adesso in Municipio, perché personalmente ritengo che siano persone oneste e che abbiano saputo fare il meglio per quella che era la loro maniera di concepire l’amministrazione. Dato però che ci sono cose che potevano essere fatte e non sono state fatte ecco che nel mio programma alla guida della cittadina ci sono alcune priorità. Un esempio è ridare a Castelfranco un ospedale degno di questo nome, cosa che invece qualsiasi amministrazione a partire dagli anni ’90 ad oggi non ha fatto, dato che l’ospedale era una delle perle della nostra comunità ed è stato smantellato a favore di impianti più grandi come l’ospedale di Baggiovara o il Policlinico di Modena. Un’altra cosa è la questione della cultura: il museo, ad esempio, è assolutamente sottostimato. Altro punto importante sono gli spazi giovanili e le aree verdi, che sono trascurate specialmente nelle periferie. I giovani hanno bisogno di muoversi, hanno bisogno di piccoli campi sportivi dove giovare a calcio, dove ritrovarsi come comunità».

Poi una stoccata ai politici in generale.

«Io ho fatto della politica una passione fin da giovane. – racconta il candidato sindaco - Sono dottore in scienze politiche e la politica l’ho studiata da un punto di vista scientifico, non mi approccio da dilettante. La mia cultura sul tema mi porta a capire e a conoscere come la politica si deve muovere, perché studiando ci si accorge che la politica non è da affidare nelle mani di persone che non hanno mai fatto nulla e che si improvvisano politicanti. La politica è fatta per persone serie, ma anche preparate e qualificate. Si chiama scienza perché è studio, è preparazione, è tecnica, per cui posso dire che a livello personale e a livello di gruppo noi pensiamo di avere le carte in regola per poter garantire massima serietà e massima competenza. Chi vota noi sa di votare delle persone che hanno il profondo desiderio di fare bene ed hanno anche la preparazione per poterlo fare». —



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