I comitati raccontano la sanità dal ... basso
SAN FELICE. Il tema della sanità dal… basso, raccontato dai cittadini che si sono impegnati in politica, nei comitati e nell’associazionismo, per condividere con altri cittadini una storia sul servizio della Bassa che parla fin troppo chiaro. Poi le prospettive per evitare che il territorio che vanta il 2,5% del pil nazionale finisca purtroppo per essere ai margini di un sistema sanitario che alla fine riversa sui cittadini stessi i costi di un disagio, di una mobilità e di una qualità e strutturalità del servizio sempre compromesse. Numeri, cifre, mappe, documenti ed esperienze concrete alla mano, circa 120 persone hanno partecipato a San Felice ad una serata intensa di democrazia, che ha trasmesso informazioni “non istituzionali” e soprattutto ha coinvolto. Ha aperto Nunzio Tinchelli, M5S, consigliere dell’Unione Area Nord, applauditissimo. Per raccontare – criticamente - gli sviluppi istituzionali e politici che hanno portato la Bassa ad abdicare, con l’annuncio del nuovo ospedale di Carpi. «Oggi ci restano due soluzioni – ha concluso – o cambiare i rappresentanti politici o chiedere, come è stato fatto per il reparto di ostetricia a Mirandola, una deroga al ministro Grillo, affinchè per ragioni territoriali e per il disagio dei cittadini di quest’area rispetto a quelli ben più privilegiati di Modena che dispongono di ben tre ospedali di primo livello». Il dottor Paolo Rebecchi, medico di famiglia, ha raccontato l’esperienza della sanità territoriale vista dal “campo”, partendo dal tradimento a suo tempo delle promesse sull’ex ospedale di San Felice. Giuseppe Belloni, sanfeliciano, ex dipendente Ausl, della segreteria Fpl Uil di Modena, ha ripassato le tracce decisive del progressivo degrado della sanità territoriale, degli sprechi e degli errori.
È intervenuto anche Ubaldo Chiarotti, del comitato Salviamo l’ospedale della Bassa: un racconto documentato, dettagliato di tutte le vicissitudini tecniche, delle contraddizioni, della perdita dei posti letto e dei primariati, dei giochi delle “tre carte” che in questi anni ci sono state. Per il comitato è intervenuto anche il dottor Sergio Penitenti: “Possiamo anche pensare ad una deroga, ma in prospettiva la qualità della sanità passa attraverso un ospedale altamente qualificato, baricentrico tra Carpi e la Bassa”, ha detto tra l’altro.
Gli applausi più scroscianti se li è meritati Nicoletta Vecchi Arbizzi, referente dell’associazione La Nostra Mirandola, che da anni si batte raccogliendo fondi (siamo a 2,5 milioni) da donare agli specialisti dell’ospedale di Mirandola. Ha raccontato aneddoti, furberie istituzionali e il suo impegno, entusiasmando i sanfeliciani. —
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