Un team di “amici” unito nella lotta contro il degrado e lo spaccio di droga
Controllo del vicinato nelle vie Zanichelli, Gaddi e Cisalpino Un’annosa battaglia contro i problemi causati da un market
Il problema persiste, granitico, quasi inalienabile. Nel frattempo, tutt’attorno, le cose sono cambiate, si sono evolute. Da una petizione fiume che raccoglieva in un solo testo le decine di telefonate alle forze dell'ordine, le lamentele, gli sfoghi e i racconti di episodi di degrado e di spaccio, si è passati all'evoluzione successiva, quella della formazione di una squadra. Un team che, oltre a fare da guardia e ad essere di stimolo per il decoro e la qualità della vita nella zona, ha recuperato anche i cosiddetti rapporti di buon vicinato basati sulla comunicazione e il reciproco aiuto. Attorno al problema che la presenza di un market etnico sta creando nella fetta di quartiere, è nato un nuovo modo di vivere il quartiere stesso: il gruppo di controllo del vicinato, nato circa un anno fa, copre le vie Zanichelli, Gaddi, Cisalpino e un pezzetto di via San Faustino. Un’area piuttosto popolata, con condomini, negozi, attività e che viene osservata da una trentina di volontari, in diretto contatto fra loro e con la polizia municipale a cui inviano le segnalazioni su quanto accadde. Ma cosa accade? Come accennato, è una lunga storia. Come spiegano Angela e Alessio: «sono anni che dobbiamo convivere quotidianamente con tutto quello che gravita attorno al negozio etnico all’angolo di via Zanichelli. Qualche anno prima, a pochi meri di distanza, c’era una pizzeria al taglio: era diventa un covo e in strada c’era un giro poco raccomandabile». «Chiusa la pizzeria al taglio - proseguono Angela e Alessio - da cinque anni e forse più ci sono i problemi legati a chi bazzica nei pressi del market etnico. Ogni giorno, compresi Ferragosto e Natale, col far della sera arrivano gruppi e gruppetti di avventori. Maghrebini, altri dell’Est, giovani e meno giovani: i decibel si sprecano, le bevute anche, spesso ci sono risse e tutto va avanti sino alla mezzanotte. Alla mattina è tutto un fiorire di bottiglie di alcolici lasciate sui marciapiedi o sui davanzali, cocci per terra. La strada diventa un bagno pubblico: un residente ha dovuto installare una luce che si accende ad ogni passaggio per scoraggiare i tanti che, ormai d'abitudine, andavano a urinare nel suo cortile. Noi una volta abbiamo sorpreso uno che stava facendo un bisogno solido sul marciapiede, davanti a un portone».
Ma non è solo un problema di tracce, di rumori, di presenze costanti e di degrado in generale. «Qui si è ormai creato - raccontano - un giro di spaccio. Approfittando del via vai e dei gruppetti c’è chi arriva in auto, scende, compra una sportiìna di birre nel negozio poi esce, rientra in macchina e qualcuno che staziona in zona s’infila dentro all’auto per fare lo scambio dose-denaro. È evidente ormai». Non per niente nella vicina via Luosi, nell’area verde e nelle laterali, la presenza di spacciatori è un problema ben noto alle forze dell'ordine così come quello dei raid dei ladri all’Iti Fermi . «Lo spaccio in una zona - afferma la coppia - porta sempre altri problemi: furti o danneggiamenti alle auto, garage svuotati, assalti negli appartamenti, scippi in strada. Noi vigiliamo, segnaliamo: sappiamo che le forze dell’ordine fanno quello che possono con i loro numeri sul territorio e noi diamo una mano dando loro informazioni e segnalando situazioni limite».
Sentinelle nelle case, sentinelle in strada: a dare man forte quando gli inquilini dei condomini sono al lavoro ci son o anche i commercianti, quelli che in passato hanno subito alcuni colpi e rapine e che ora , nel gruppo di controllo, svolgono l’importante ruolo di occhi attenti su chi transita, su chi staziona, su chi appare o chi diventa una presenza fissa davanti al solito market e non solo lì. —
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