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“Vignaioli contrari” ha fatto il pieno di visite alla Rocca Rangoni

“Vignaioli contrari” ha fatto il pieno di visite alla Rocca Rangoni

Quarantacinque i produttori provenienti da tutt’Italia Visite guidate anche  alla secolare cantina dove era la fossa castellana 

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SPILAMBERTO. Nonostante il maltempo, grande successo di pubblico per la manifestazione “Vignaioli Contrari”, giunta alla sua quarta edizione (la terza in collaborazione con Slow Food) e ospitata nella suggestiva location di Rocca Rangoni. Complessivamente 45 piccoli produttori provenienti da tutta Italia (12 in più rispetto alla scorsa edizione) hanno presentato a un pubblico di curiosi e operatori i loro vini, spesso accompagnati anche da prodotti tipici del territorio di provenienza.

A fare gli onori di casa il sindaco, Umberto Costantini, che ha evidenziato proprio la particolarità della location, molto apprezzata dagli espositori: «Quella che un tempo – ha detto Costantini – era una rocca difensiva, eretta a scopo di difesa, oggi apre le sue porte all’accoglienza degli ospiti e degli scambi, proprio come tutta Spilamberto, città aperta alle contaminazioni, alle culture, alle diverse produzioni». Molto positivo anche il commento degli organizzatori, Simone Balestri e Marcello Tebaldi, assieme a Mirco Bellucci. «Quest’anno – ha ricordato tra l’altro Balestri – abbiamo avuto praticamente tutta l’Italia del vino rappresentata, dal Friuli alla Sicilia, per un totale di 45 aziende dislocate in 14 regioni italiane». E mentre Bellucci ha ringraziato l’amministrazione «per averci dato in mano la piena gestione della Rocca», una volontaria era presente all’interno della ex cantina della rocca ad illustrare la sua affascinante storia. L’antica cantina, ha spiegato, sorge proprio dove un tempo c’era la fossa castellana. Diversi, tra i tanti curiosi, anche gli ospiti “interessati” (come Matteo Morandi della storica osteria salumeria Giusti di Modena) e tante le curiosità tra i banchi. Lorenzo Simoni, titolare dell’azienda agricola La Cavaliera di Solignano di Castelvetro, ha presentato la sua linea di vini biologici a rifermentazione spontanea in bottiglia, rifiniti con una sboccatura senza “a la glace”, ovvero senza ghiacciare il vino, grazie a una speciale macchina che permette proprio questo procedimento, inventata di sana pianta dal castelvetrese Ilario Reggianini. Soddisfatto per la sua prima volta a Vignaioli Contrari il titolare di Tenuta Torretta, Massimiliano Cori, proveniente da Controguerra (Te), con i suoi Trebbiano, Cerasuolo, Pecorino, Chardonnay e due Montepulciano. Seconda partecipazione invece per Claudio Cipressi da San Felice del Molise e il suo vino Tintilia. Grande entusiasmo anche da parte di Laura Stefani, titolare della cantina Crodi di Miane, località Combai (Tv), che offre anche agriturismo e prodotti tipici. A Spilamberto ha portato tra l’altro il “500 slm”, un rosso di Merlot (70) e Cabernet (30) prodotto appunto a 500 metri sul livello del mare. Molte sue etichette hanno anche le poesie in dialetto friulano del papà poeta viticultore, Diego. Nel nord ovest italiano ecco una realtà come La Torretta di Ghemme (No), scommessa dei fratelli Silvia, Lorenzo e Alessandro Ferro, che hanno avviato questa realtà nel 2003 e producono tra l’altro il Ghemme, un Nebbiolo 100%, e l’autoctono Vespolina. Poi ci sarebbero tante altre storie da raccontare e da…bere. Per chi se lo fosse perso, l’appuntamento è già all’anno prossimo. —

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