Le azioni Ferrari crescono e tornano ai livelli record
La seduta di ieri chiusa a 126,50 euro, poco sotto il primato assoluto di 127,65 Da quota 43 del debutto la discesa a 28 poi balzi clamorosi che continuano
Il titolo azionario dell’azienda Ferrari a Piazza Affari riprende la propria tendenza di crescita nel medio e lungo periodo e con la performance di ieri torna sui livelli record.
Il primato in chiusura di seduta risale al giugno dello scorso anno, quando le azioni Ferrari furono scambiare a quota 127,65 euro, anche se in quelle giornate durante le contrattazioni vennero toccati anche i 128 euro.
Alla chiusura della seduta di ieri il titolo Ferrari ha chiuso a quota 126,50 euro, con un balzo rispetto al giorno precedente del 3,31 per cento e a un passo del record assoluto.
La vicenda in continua crescita del titolo Ferrari è nota: basti pensare che la quotazione nel giorno del debutto a Piazza Affari nel gennaio 2016 era di 43 euro.
Nei mesi successivi al debutto il titolo azionario Ferrari aveva anche trascorso un periodo non brillante, fino a scendere a 28 euro. In seguito si può dire che la crescita sia stata sostanzialmente costante fino ad arrivare ai notevoli livelli attuali.
Ecco alcune delle tappe più significative che le quotazioni del titolo Ferrari hanno fatto segnare nei mesi lasciati alle spalle. Nel gennaio 2017 le azioni delle “Rosse” valevano circa 56 euro, in marzo si è passati a quota 69, a maggio a 73 e 77 euro, a fine giugno la quotazione si era abbassata a 75,15 poi il boom in luglio: 81,45 a metà mese fino ai 90 circa di fine luglio per superare il tetto dei 100 euro in novembre. Quindi si sono registrati cali (per esempio 88,65 il 20 dicembre) per tornare a crescere sempre più nella prima parte del 2018. Da 94,65 euro dell’8 gennaio 2018 a 103,80 del 2 febbraio quindi a 105,30 il 21 febbraio, un nuovo ribasso (96,98 il 2 marzo) e quindi la risalita. Il 7 marzo la Ferrari chiude la seduta a quota 100,55 euro.
Il 27 aprile sale a 101,30 ma soprattutto il 2 maggio c’è un rialzo a 105,75 e poi doppio salto in alto che trascina verso i nuovi record: il 4 maggio a quota 113,80 e il 7 maggio a 118,05.
Il 15 giugno il nuovo massimo storico del titolo della Casa del Cavallino a quota 127,65. A settembre la quotazione scende anche a 109,20 ma risale poi rapidamente per ridiscendere fino a 99,14 il 15 ottobre e a 93,18 il 28 novembre poi a 85,56 a fine dicembre. Nel 2019 la risalita: 96,36 il 10 gennaio poi110,35 il 14 febbraio, 115, 90 il 4 marzo, 118,35 il 27 marzo e 123,10 il 18 aprile fino al balzo di ieri. —
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