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Nasce a Modena l’accademia per l’intelligenza artificiale

Gabriele Farina

Entro il 2020 sarà creato un centro di ricerca internazionale utile alle aziende Dalle interazioni uomo-auto, ai robot multitasking e lo “start up day” con Nvidia

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Macchine ricostruite in 3D da una foto. Globi infuocati che mostrano l’attenzione dei guidatori. Robot esploratori parlanti che tracciano in tempo reale i percorsi. Non è un set cinematografico, ma lo scenario quotidiano di ricercatrici e ricercatori Unimore. Il luogo è l’AImage Lab del Tecnopolo. La regista è la docente Rita Cucchiara, direttrice sia del laboratorio Unimore sia del laboratorio nazionale d’intelligenza artificiale CINI AIIS. La trama è in continuo divenire.

«A luglio avremo uno Start Up Day con Nvidia a Modena – ha anticipato Cucchiara – e gli studenti Unimore avranno dall’anno prossimo la certificazione Nvidia, un importante lasciapassare sul mondo esterno. Avvieremo il primo grande laboratorio di ricerca italiano a Modena». Il centro di ricerca internazionale si chiamerà AI Vision Research Center. Sarà ultimato «entro il 2020» al primo piano di un nuovo edificio di fronte al Tecnopolo. Le giovani menti Unimore avranno così 500 metri quadri, in cui sviluppare idee innovative da proporre alle aziende. Un percorso che stanno già seguendo con grandi risultati pur se in spazi più piccoli. Gli esempi forniti dalla docente sono numerosi. Il RedVision Lab è un laboratorio sviluppato in sinergia con Ferrari per studiare l’interazione uomo-veicolo. Al Palazzo dei Musei è prevista nei prossimi mesi la visita di un robot multitasking. I programmi li stanno mettendo a punto i giovani di AImage Lab. «Partirà dalla ricostruzione delle Gallerie Estensi – ha spiegato la docente – per controllare tutta una serie di parametri, dalle finestre aperte alla presenza di bombe». L’esperienza con gli eye-tracker, occhialini che monitorano la concentrazione di chi è la guida, ha dato vita a DR (eye) ve. Una piattaforma virtuale con più di 500mila immagini («il più grande data set al mondo», ha affermato Cucchiara) da cui attingono realtà come Honda e Toyota.

«Non si fa ricerca industriale senza ricerca scientifica di qualità», ha assicurato la direttrice. Senza considerare i progetti d’attivare al Masa, la Modena automotive smart area che nascerà a nord della stazione. Guida autonoma e semafori intelligenti, ricostruzioni virtuali di veicoli e predizioni di fenomeni «dal meteo agli incidenti», come sottolineato da Cucchiara, sono frontiere a cui contribuiranno gli esperti Unimore. «L’auto autonoma da sola non gira – ha ripreso la direttrice – ma ha bisogno di una città intelligente. Sta arrivando il 5G, che potrà dare la possibilità di dare informazioni ai navigatori. Speriamo che il Ministero dei Trasporti ci dia la possibilità di sperimentarlo». Tre le indicazioni chiave lanciate dalla docente: «auto, tecnologie e persone intelligenti». Sull’ultimo aspetto, Unimore ha lanciato un nuovo percorso di studio. Si chiama AI Academy e si svilupperà dal prossimo anno accademico totalmente in inglese. Un tassello del puzzle d'interventi da 2,7 milioni di euro, un richiamo in più per gli studenti appassionati a cui guardano già le aziende. «I nostri laureandi trovano lavoro prima di laurearsi – ha affermato Cucchiara – e con la nuova iniziativa dell’Academy porteremo a Modena studenti da tutte le parti d’Italia e anche dall’estero». «Siamo in crisi di strutture – ha ammesso il direttore del dipartimento d’Ingegneria, Massimo Borghi – e gli studenti continuano ad aumentare. Facciamo di tutto per accoglierli senza troppe limitazioni, a cui siamo costretti per problemi di capienze delle aule». —



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