I rifiuti valgono un miliardo Nuovo bando per la raccolta
Atersir pubblica la gara per città e parte della provincia: affidamento fino al 2035 Hera in prima fila, non sono escluse novità: si attendono colossi anche dall’estero
I tempi di attesa saranno lunghi. Chi vincerà il bando entrerà effettivamente in servizio dal primo gennaio del 2021, quindi tra poco meno di due anni.
Si tratta della gara di appalto per la gestione dei rifiuti per 33 Comuni modenesi, compresi il capoluogo. Un bacino che coinvolge mezzo milione di persone, ovvero tutte quelle che risiedono nella zona sud della provincia, dalla città fino a Pievepelago. Il bando era atteso da tempo: dal 2011 il servizio raccolta rifiuti era stato affidato da Atersir (Agenzia Territoriale dell’Emilia Romagna per i Servizi Idrici e Rifiuti) ad Hera e da allora era proseguito con proroghe.
Sono serviti quattro anni per scrivere un bando dal valore di quasi un miliardo (933.475.135 euro), una gara europea che rappresenta uno dei primi esempi in questo campo a livello nazionale, ma non in Emilia Romagna dove a Parma due colossi come Iren e il raggruppamento italo-spagnolo composto da De Vizia Transfer e Urbaser stanno lottando a suon di ricorsi.
D’altronde la materia è estremamente delicata, i tecnicismi infiniti e i criteri di affidamento vanno senza ombra di dubbio a premiare le aziende leader del settore, i big. Quest’ultimo è uno dei fattori che la Lega critica maggiormente, intravedendo un assist netto, per quanto concerne il Modenese, alla multiutility che già gestisce il servizio, Hera. La spiegazione, secondo quando trapela da Atersir, è la necessità di affidare un servizio fondamentale per la vita quotidiana dei cittadini a un soggetto solido e che dia assoluta garanzia di continuità. L’eventuale interruzione della raccolta rifiuti per, ad esempio, un improvviso crac sarebbe catastrofica. L’iter che ha portato alla redazione del bando ha dovuto anche tenere conto di altri fattori, quali la tutela dei posti di lavoro e quindi è stato necessario un confronto con le sigle sindacali.
La durata dell’affidamento è fino al 2035, quindi 15 anni. Un periodo troppo lungo secondo la Lega (ma che rispetta i parametri di legge) e che di fatto congela il servizio senza dare spazio d’azione alle future amministrazioni.
Il carroccio, d’altro canto, tramite un’interrogazione in Regione pungola Atersir, ritenendo Hera troppo favorita dai criteri di affidamento. Un aspetto che era già apparso anche nel 2018 nelle parole del Garante della concorrenza e del mercato, che nel verbale della seduta del 20 giugno scorso (parere poi pubblicato sull’ultimo bollettino dell’Antitrust) aveva stabilito che le gare d’appalto per Parma, Cesena-Forlì e Ravenna erano stati scritti per favorire Hera e Iren.
Da viale Aldo Moro rigettano le accuse facendo sapere che all’Ente spetta soltanto la definizione dei bacini e che altro peso in materia non è previsto. Il bando è scritto interamente dai tecnici di Atersir.
Ora c’è tempo fino al 19 novembre per presentare le offerte. Non c’è alcun dubbio sul fatto che Hera sarà ai nastri di partenza, ma non è da escludere, che proprio come a Parma, si possa presentare un altro concorrente.
A quel punto l’affidamento sarà stabilito da una commissione che valuterà le offerte pervenute entro quella data. I componenti della commissione al momento non sono noti per motivi di trasparenza, ma verrà sorteggiata (per evitare possibili condizionamenti) da un albo speciale costruito da Atersir con evidenza pubblica: i membri di questo albo sono professionisti qualificati. Avranno un compito delicato e che potrebbe essere soggetto a inevitabili ricorsi vista la posta in palio. I rifiuti nel Modenese. d’altronde, valgono quasi un miliardo di euro. —
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