Gazzetta di Modena

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Italpizza e Confindustria disertano il tavolo al Ministero del lavoro

Stefano Turcato
Italpizza e Confindustria disertano il tavolo al Ministero del lavoro

Saranno ricevute oggi, ieri erano presenti sindacati e istituzioni. Proposta di legge alla Camera

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Il Ministero dello sviluppo economico e del lavoro convoca tutte le parti coinvolte nellea vertenza Italpizza e, per quanto possa apparire sorprendente, l’azienda Italpizza, le cooperative appaltatrici, Confindustria e il sindacato Uiltrasporti non si presentano.

È accaduto ieri mattina, giorno della convocazione, e, per quanto anche questo possa allo stesso modo sorprendere, il ministero incontrerà oggi le parti che avevano disertato l’incontro di ieri.

A questo punto diventa davvero difficile capire fino a che punto le iniziative del ministero possano realmente avvicinare le parti e contribuire a risolvere una vertenza così complessa.

Ieri, dopo il non brillante esito dell’incontro romano mattutino, si sono logicamente registrate le reazioni sindacali di Cgil e Si Cobas, oltre che un intervento del parlamentare modenese Stefania Ascari del Movimento 5 Stelle, con la sua proposta di legge per questa materia.

L’incontro era in agenda dopo mesi di tensioni, e qualche incidente, ai cancelli dello stabilimento di San Donnino. Al tavolo di via Fornovo a Roma c'erano il Governo con il sottosegretario Claudio Cominardi e il suo consulente giuridico Giuseppe Pennino, il deputato M5S Stefania Ascari, Vitantonio Lippolis dell'Ispettorato del lavoro di Modena, il prefetto di Modena Maria Patrizia Paba, i sindacati Cgil, Cisl e Si Cobas.

Non si sono visti Italpizza, nonostante gli inviti di Cominardi, le cooperative in appalto Evologica e Cofamo, la Uil e Confindustria, con i quali si terrà un incontro oggi.

I Si Cobas dicono che gli assenti, Uil compresa, hanno dimostrato «ancora una volta la propria arroganza», ma anche la Cgil ritiene che si tratti di uno strappo verso i lavoratori e in generale di un'altra occasione persa. In ogni caso, il sottosegretario Cominardi rassicura sulla sensibilità delle istituzioni a proposito di tutta la vicenda.

Sul merito, è emerso un quadro delle ispezioni che non registra particolari problemi per quanto riguarda l'esecuzione del contratto di appalto, ma altre situazioni irregolari per quanto riguarda i rapporti di lavoro (orari e contributi Inps), tutte comunque già sanzionate.

Pochi cenni da parte di ispettori (che risultano solo 15 in tutta la provincia modenese) e ministero, invece, sugli aspetti sindacali, se non sulla constatazione di come non sia possibile obbligare una società ad applicare un contratto nazionale invece che un altro. I problemi avvertiti a Italpizza, approdati sul tavolo del prefetto fin dal dicembre 2016, per i sindacati presenti all’incontro restano comunque quelli dell'abbassamento del costo del lavoro, accertato anche dagli ispettori, della concorrenza sleale e dell'eccessiva flessibilità.

«Si è capito chi non vuole trovare la soluzione alla vertenza - hanno dichiarato Marco Bottura della Flai/Cgil e Laura Petrillo della Filcams/Cgil - Le assenze all'incontro hanno un significato molto chiaro, cioè mettere i lavoratori gli uni contro gli altri. Se le istituzioni modenesi e Confindustria accettano questo modello di organizzazione, significherà favorirne la diffusione anche in altri siti produttivi, modello basato sulla concorrenza sleale, come dimostrano le risultanze dell'Ispettorato del Lavoro. Ciò è dimostrato anche dai tentativi di Italpizza di acquistare altre aziende, imponendo come condizione lo stesso modello di relazioni sindacali divisive e di applicazioni contrattuali inadeguate».

Da parte sua il sindacato Si Cobas ha sottolineato che «tutti i sindacati hanno denunciato le vergognose condizioni di sfruttamento e il clima di paura che vigono all'interno del sito, dichiarando all'unanimità che l'unico contratto applicabile è quello delle industrie alimentari, non quello di pulizie/multiservizi attualmente utilizzato per comprimere salari e diritti. Attendiamo quindi la presa di posizione del Governo, dopo che avrà sentito anche la parte padronale. Lo stato di agitazione resta comunque aperto fino alla risoluzione della sentenza».

La giornata dedicata alla vicenda Italpizza è stata completata da Stefania Ascari: «Contratti diretti tra lavoratori e appaltanti per dare pari dignità a tutti», propone il deputato M5S. E sull’incontro di ieri Ascari ha affermato che «dispiace registrare l'assenza di Italpizza, delle due cooperative appaltatrici, di Uil Trasporti e di Confindustria».

Sul capitolo delle cooperative e dei contratti multiservizi, Ascari, che ringrazia Cominardi per l'attenzione sul tavolo, aggiunge: «Ho depositato con la collega Costanzo una proposta di legge che prevede un contratto diretto tra lavoratore e appaltante, un contratto che corrisponda effettivamente alla natura della mansione svolta dal lavoratore. Dobbiamo rivoluzionare un mondo e un sistema che troppo spesso si basa sullo sfruttamento e sull'abbattimento del costo del lavoro a danno dei lavoratori». —



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