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 «La mia Lamborghini incarna lo spirito della via Emilia» 

 «La mia Lamborghini incarna lo spirito della via Emilia» 

Stefano Domenicali: «Avviate collaborazioni anche con il Mit per definire i tratti delle supersportive del terzo millennio»

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Dottor Stefano Domenicali, per il ceo di un marchio famoso in tutto il mondo come Lamborghini, cosa significa il Motor Valley Fest per Modena e l’Emilia?

«Da emiliano romagnolo e Ceo della Lamborghini ne sono fiero. È una manifestazione importante per ricordare a tutti, appassionati e non, che in questa regione straordinaria esiste qualcosa di unico al mondo. Un distretto industriale capace di regalare sogni a chi è appassionato di vetture sportive, ma anche di fare innovazione, coltivare talenti e dare spinta all’economia con la creazione di posti lavoro».

Ferrari, Lamborghini, Maserati e più recentemente Pagani… Storie di successo ancora possibili oggi?

«Io credo di sì, nonostante il mondo automotive di oggi sia diventato più complesso, più stringente sotto il profilo delle regolamentazioni ed estremamente rapido nei cambiamenti in ambito tecnologico. Tutto questo ha un forte impatto sulla quota di investimenti necessari in ricerca e sviluppo, che in passato erano proporzionalmente inferiori. E se penso a grandi marchi di successo di recente costituzione, dentro e fuori il settore auto, come Tesla o Apple, mi convinco che coraggio, passione e visione futura sono sempre più forti dei vincoli imposti dal sistema».

Le grandi Case legate alle supersport cars come quella che lei guida stanno pensando ad un futuro che ampli la gamma con Suv e motori ibridi….

«Alle vetture Lamborghini sono immediatamente associabili concetti come emozione e piacere di guida. Essere al volante di una delle nostre auto è una vera e propria esperienza e non un semplicemente trasferimento da una destinazione all’altra. Tutto questo è irrinunciabile. Ma non possiamo ignorare le sfide del futuro e i mega trends nel mondo dell’auto. La prossima sfida sarà per il decennio 2020- 2030, ovvero che genere di Lamborghini costruire nel rispetto del Dna di marca. Come conciliare i valori del nostro marchio rispetto alle evoluzioni non solo tecnologiche ma di tendenze che cambieranno. Abbiamo avviato importanti collaborazioni con università internazionali, come il MIT, per capire quali saranno le caratteristiche delle supersportive del terzo millennio».

In un’Emilia fatta di distretti, la Motor Valley rappresenta una vetrina unica. Di cosa ha bisogno il nostro territorio per mantenere questa a leadership?

«L’Emilia è un territorio che, nel corso degli anni, ha saputo riconoscere alle imprese un ruolo chiave per il suo sviluppo socio economico e ne ha favorito l’azione all’interno di un sistema unico. Questa consapevolezza si è sviluppata grazie alla cura nel coltivare e preservare un know-how distintivo, incoraggiando i rapporti con le università e gli enti di formazione che ne rappresentano delle eccellenze, oltre alla capacità di promuovere un sano spirito imprenditoriale. Il tutto in un’ottica di reciprocità tra impresa e tessuto sociale, senza antagonismi ma con un comune obiettivo di crescita. È questo l’approccio giusto per sostenere la crescita».

Lamborghini con lei ha raddoppiato la capacità produttiva. Il futuro?

«I successi di oggi li vedo come base per la costruzione del successo di domani. Quest’anno andremo a raddoppiare i volumi rispetto al periodo precedente all’introduzione di Urus, modello che ci ha permesso di conquistare il 70% di clienti nuovi. Risultati straordinari che sono frutto di un approccio fatto di dedizione e grande responsabilità verso i nostri clienti e tutti i nostri collaboratori. A questi, cresciuti in maniera significativa negli ultimi anni, dedichiamo importanti iniziative aziendali e investiamo continuamente sul loro benessere fuori e dentro l’azienda. Siamo Top Employer da 5 anni di fila e vogliamo continuare a esserlo in futuro. Non c’è mai tempo per godersi il successo quando si punta all’eccellenza e la si vuole mantenere». —

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