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verso le elezionii 

Celloni in campo: «Noi dalla parte dei negozi»

Luca Gardinale

Il fondatore di Gol: «Tagli alla grande distribuzione a favore dei piccoli commercianti. Siamo un movimento di popolo»

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Di Modena cambierebbe tante cose, ma più di tutto cambierebbe… la mentalità che finora non ha portato a cambiare. Sergio Celloni, imprenditore di 65 anni (compiuti ieri), 45 dei quali trascorsi alla guida delle Grafiche Sigem di Ponte Sant’Ambrogio, torna in campo come candidato sindaco di Gol, il movimento civico da lui fondato e presente alle amministrative del 26 maggio in diverse città emiliane, da Modena a Ferrara e Parma.

Celloni, che cos’è Gol e perché ha deciso di tornare in campo dopo due mandati da consigliere?

«Gol, ovvero Giustizia, Onore e Libertà, è un movimento civico nato dai cittadini e per i cittadini. Una risposta a una politica che oggi fa grandi annunci, ma è ripiegata su se stessa, distante dalle persone e soprattutto dalle imprese. Anche per questo, la lista di Gol è formata da tanti imprenditori, che ogni giorno vivono sulla propria pelle le mille difficoltà e i mille balzelli che avere un’azienda comporta».

Cosa cambierebbe più di ogni altra cosa a Modena?

«Cambierei il fatto che… qui non si è mai voluto cambiare. Cambierei il blocco monolitico che vive soprattutto dell’appartenenza politica, con una sinistra che non si è mai realmente aperta alle esigenze della città, e che solo ora, dopo le sconfitte politiche degli ultimi anni, sta iniziando a capire gli errori commessi».

Passiamo al centrodestra: perché il suo movimento non ha trovato un accordo per entrare nella coalizione che sostiene Stefano Prampolini?

«Il confronto con il resto del centrodestra c’è stato, ma da parte nostra c’era l’esigenza di portare avanti la nostra scelta civica, e allo stesso tempo la volontà di contarci, di capire se la nostra proposta piace ai modenesi. La volontà, comunque, è la stessa della coalizione che sostiene Prampolini: battere la sinistra e cambiare il colore della città dopo oltre 70 anni».

Quindi al ballottaggio sosterrete Prampolini?

«Al secondo turno andremo con chi avrà maggiore attenzione nei confronti del nostro programma, anche se la nostra matrice è di centrodestra, e quindi è chiaro che la volontà è quella di arrivare ad un accordo con quella parte. In ogni caso, oggi la priorità è quella di coinvolgere i modenesi stanchi della politica dei partiti, i cittadini in cerca di un’alternativa che sia anche un movimento di popolo. Del resto, in questi anni il centrodestra modenese non è mai realmente riuscito a essere l’alternativa che tanti modenesi cercavano».

Al centro, insomma, ci sono le imprese.

«Sì, perché gli imprenditori sono la categoria che più di ogni altra è stata lasciata sola da questa sinistra, con effetti che sono ogni giorno sotto i nostri occhi: centinaia di aziende chiudono, con tutto quello che ne consegue per gli imprenditori e le loro famiglie. Un discorso che vale anche per il piccolo commercio, stretto nella morsa dei giganti della gdo: per me sarebbe da chiudere almeno il 50% dei centri della grande distribuzione, mentre oggi è più che mai urgente sostenere i piccoli negozi e i centri di vicinato, cosa che Gol farà se sarà al governo della città». —



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