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Consorzio Valli del Cimone La rivolta dei dieci Comuni

Daniele Montanari
Consorzio Valli del Cimone La rivolta dei dieci Comuni

La presidente dell’Unione Daniela Contri replica duramente al liquidatore «Informazioni inesatte, incomplete e insinuazioni gratuite». Lunedì la giunta

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L’attacco “all’arma bianca” del liquidatore Corrado Cavallini sulla situazione debitoria del consorzio Valli del Cimone (promozione turistica e commercializzazione) è stato un fulmine a ciel sereno per i Comuni appenninici chiamati in causa: Pavullo, Sestola, Fanano, Montecreto, Frassinoro, Lama Mocogno, Serra, Riolunato e Pieve. Più l’Unione del Frignano.

Due le “notizie choc” date da Cavallini. La prima è che il monte debito da saldare per chiudere i conti con l’ente (nato nel 1998) ammonta a 800mila euro circa, a cui si sommano 100mila euro di spese di liquidazione. La seconda è che Cavallini ha già dato mandato ai legali che lo affiancano di recuperare giudizialmente le somme non versate, tramite atto ingiuntivo e messa in mora. Sul fronte dei soci privati, Cavallini ritiene che le associazioni di categoria (Confcommercio, Cna, Confesercenti e Lapam) siano già arrivate al saldo di quanto dovuto. Non così invece il Consorzio Cimone, a cui spetterebbe (assieme a Pavullo) la cifra più alta da corrispondere. I Comuni invece ritengono che il prospetto del debito vada profondamente rivisto. E ieri hanno affidato a Daniela Contri, presidente dell’Unione, la loro decisa replica.

“METODO SCORRETTO”

«Innanzitutto - sottolinea il sindaco di Riolunato - esprimo la perplessità e il disappunto dei colleghi sindaci con cui mi sono confrontata. Sia per il metodo inappropriato, atto a suscitare scalpore nel momento in cui sei Comuni su dieci vanno al rinnovo delle cariche elettive, sia per l’incompletezza e la parziale inesattezza delle informazioni fornite. Ma soprattutto per l’insinuazione del tutto gratuita della mancanza di trasparenza in merito alla situazione del consorzio. Vorrei dire al dottor Cavallini che personalmente, come sindaco e come presidente dell’Unione, mi sono adoperata per arrivare ad una soluzione negoziata della “scabrosa” questione Valli del Cimone, partecipando alle assemblee e agli incontri con tutti i soggetti interessati. Così come ho provveduto a informare il Consiglio comunale della situazione del consorzio in liquidazione e ad accantonare, in via prudenziale, le necessarie risorse. Nello stesso modo si sono comportati tutti i miei colleghi sindaci, che hanno sempre manifestato l’intenzione di risolvere nel modo migliore possibile questa intricata vicenda che si sono trovati a gestire pur non essendo presenti negli anni in cui è venuta a formarsi». E qui c’è un nodo cruciale: cos’è successo in passato? I soci erano stati edotti del debito crescente? La Contri parla apertamente di «carenza informativa che i soci pubblici si sono trovati a subire rispetto alla reale situazione del consorzio fino al 2017». All’inizio della settimana è già stata convocata una giunta di Unione in cui i sindaci, assieme a commercialisti e legali, concorderanno «la posizione dell'ente e gli atti da porre in essere». «Quello che posso fin da ora garantire a nome di tutti gli enti coinvolti - chiosa la Contri - è la massima disponibilità a trovare insieme una soluzione equa, ragionevole e soprattutto improntata a quella correttezza di rapporti che, mi spiace ribadire, non traspare dalla nota stampa del dottor Cavallini».

GALLI: “POLTRONIFICIO”

Intanto, sul fronte politico interviene il consigliere regionale Andrea Galli (FI): «Il Valli – incalza – ha rappresentato per anni un poltronificio che poco o nulla ha contribuito alla promozione turistica del territorio, che ora va ripensata in una logica distante dalle appartenenze e dai legami con determinate forze politiche». —

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