«Ecco le norme per le pratiche sleali: ora produttori tutelati contro la Gdo»
«Le denunce saranno anonime e verranno dalle associazioni». «Importante unirsi nelle organizzazioni di settore»
Da anni si occupa di politiche agricole e del settore agroalimentare e da più parti gli viene riconosciuta una competenza specifica in questi ambiti sia per l’attività politica di cui è stato protagonista anche come ministro dell’agricoltura sia perchè docente universitario.
Paolo De Castro, 61enne europarlamentare uscente e primo vice presidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, in questi giorni sta visitando tante realtà agroalimentari modenesi del settore vitivinicolo, dell’ortofrutta, del Parmigiano: «Sento spesso parlare male di Europa e dell’Unione Europea - dice De Castro durante una di queste visite nel Modenese - ma di certo critiche e accuse non vengono dagli agricoltori e dal settore agroalimentare. Non dovrei essere io a dirlo, ma in questi anni al vertice di una Commissione europea così importante credo di avere lavorato bene: lo si può chiedere a tutti gli addetti ai lavori e non solo in questa area geografica. Ho così deciso di ricandidarmi con il Pd per puntare a ottenere di nuovo l’incarico in commissione e occuparmi di Pac,la Politica agricola comune, e fare in modo che i finanziamenti continuino a essere così cospicui per il nostro settore».
Uno dei problemi più gravi per l’agroalimentare sono le politiche sleali.
«E per questo - risponde De Castro - si è lavorato tanto finora a livello europeo con esiti importanti. La direttiva europea sulle pratiche sleali è già efficace e deve essere recepita dagli Stati comunitari. Ritengo che entro l’estate, o al massimo in autunno, sarà recepita in Italia».
Quali sono i punti essenziali della normativa?
«Sono state definite le fattispecie di pratiche sleali ed è stato introdotto il criterio della denuncia anonima. Inutile nascondersi che i provvedimenti vanno a colpite soprattutto la Grande distribuzione organizzata, che penalizza gravemente l’agroalimentare. È pratica sleale non pagare per merce che non si è riusciti a vendere, sleale annullare ordini all’ultimo momento, e per ultimo momento si intendono i 30 giorni per la merce deperibile e 60 giorni per la non deperibile. Sleali i ritardi nei pagamenti e anche la vendita “3 per 2”, per esempio, se decisa unilateralmente dalla Gdo, un settore che è in difficoltà per l’oggettivo calo dei consumi alimentari. E sono sleali le aste al ribasso. Tutti questi comportamenti sono compresi nella direttiva e, una volta che questa sarà recepita dagli Stati, saranno sanzionabili».
Importante la novità della denuncia anonima.
«Certo - chiarisce De Castro - e non si intende che chiunque potrà denunciare anonimamente le pratiche sleali. La norma prevede che la denuncia all’Ispettorato competente per la repressione delle frodi sia effettuata dalle associazioni di categoria in modo da tutelare l’anonimato del produttore che solleva il caso. Mi si lasci dire che sono stato io il relatore di tutto questo».
Si è dato sostegno alle politiche che prevedono le organizzazioni di prodotto.
«Le abbiamo incentivate, come nel caso di Opera per i produttori di pere, perché è necessario che i produttori si mettano insieme, sia pure soltanto dal punto di vista commerciale. Di fatto il settore agricolo, in deroga alle norme che vietano i cosiddetti cartelli fra aziende, possono accordarsi per decidere assieme quando vendere e a che prezzi. Anche questo è un sostegno basilare per il settore agricolo, per le sue peculiarità, perchè dà forza, un diverso potere contrattuale. L’esempio delle mele del Trentino è significativo».
Questo viaggio fra le eccellenze modenesi?
«Tra vini, Balsamico, Parmigiano sono tutti prodotti d’eccezione. Per tutelarli in Europa voglio occuparmi della Pac per evitare tagli ai finanziamenti». —
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