Figadein- On the road/ L’auto alcova in crisi nera per colpa dei genitori
MODENA. Ci si chiede: esiste ancora l’allure dell’auto come succedanea dell’alcova? Non tanto dal punto di vista dell’omarino con la Panda Young targata RE che sconfina alla Bruciata in cerca di conforto, ma più per quanto riguarda i giovani diciottenni che anelano all’indipendenza di movimento garantita dalla macchina (traduco: recarsi in camporella per allenarsi all’arte dell’ingroppo).
La risposta è no. I giovani oggi hanno infatti genitori che, alla vista della prima fidanzatina in giro per casa, subito trovano scuse per sparire, terrorizzati che il figlio o la figlia si infrattino nelle frasche per zompare nell’abitacolo finendo tra le fauci di compagni di merenda maniaci. Quindi lasciano a disposizione la casa, senza dimenticare un paio di “goldoni” e due Marlboro post-inzuppo sul tavolo.
Ciò rende l’auto inevitabilmente meno fashionable di quanto non fosse un tempo, dove i più vivaci allestivano scannatoi sull’Alfetta, completi di rivestimenti in carezzevole finta-pelliccia, bobine stereo di Barry White a scopo pre-coitale, copie di vecchi Stadio per oscurare i vetri e mignon di Fernet o Vecchia Romagna nel cruscotto per sladinàre le possibili ritrosie della tipa da ravanare. Che l’auto sia in crisi nella sua funzione di giaciglio per amanti è evidente: tra tutti gli optional possibili nessuna ditta ha pensato di mettere un bidet. —
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