Gazzetta di Modena

Modena

un convegno alla sala pucci 

Missione caregiver 50mila i modenesi che prestano cure ai familiari malati

G.F.

2 MINUTI DI LETTURA





Oltre 50mila modenesi impegnati in una missione silenziosa. Sono soprattutto donne e, per lo più, anziane, anche se i giovani sono in aumento. Sono legate a persone sofferenti più per rapporti familiari che per lavoro. Diventano il loro bastone d’appoggio, ma con troppa pressione rischiano di spezzarsi.

Sono i “caregiver”, gli assistenti che “donano” cure, ma di cui talvolta nessuno o pochi si curano. Una realtà emersa ieri mattina in un convegno alla sala Pucci, che è stato organizzato per la Settimana del Caregiver. «Se ne stimano 300mila a livello regionale - ha riconosciuto il dottor Andrea Fabbo - di cui minimo 60mila in provincia di Modena. Si prendono cura di persone con patologie croniche, tumori e non solo. Soltanto i familiari, nel Modenese, sono più di 50mila, poi ci sono anche le badanti. La maggior parte delle persone assistite stanno a casa».

Fabbo è il direttore dell’unità operativa complessa Disturbi cognitivi e demenze dell’Ausl di Modena. Gli esperti da tempo hanno riscontrato uno stress strettamente legato all’essere in prima linea a fianco di una persona assistita che molto spesso è anche di famiglia, un parente stretto. «Si parla di sindrome “burden” - ha proseguito Fabbo - ovvero di un carico eccessivo che grava su queste persone. I caregiver diventano stressati e hanno bisogno di un supporto psicologico, di avere momenti di sollievo».

«Spesso le persone che dedicano cure e assistenze ad altri perdono di vista la loro salute» ha condiviso la dottoressa Cinzia Zanoli, direttore sociosanitario dell’Ausl e organizzatrice della Settimana. Una dimenticanza che può avere problemi gravi, soprattutto se legati anche all’età che spesso è avanzata. «Il 13% dei caregiver ha più di settant’anni - ha aggiunto Zanoli - e il 18% dai 61 ai 70 anni». In pratica tre persone su dieci che si prendono cura di un assistito hanno già superato la soglia dei sessant’anni.

Esiste anche un rovescio della medaglia. «Il 31% dei caregiver ha meno di 45 anni - ha sottolineato la dottoressa - per cui il tema dei giovani caregiver è un’altra criticità emersa dal tavolo. Dovremo lavorare sulle scuole: è un tema che affronteremo a cominciare dal nuovo anno scolastico».

«Sta aumentando la percentuale dei caregiver giovani, anche in età scolare, che devono assistere un genitore malato, un nonno o una nonna», ha rimarcato Fabbo. L’assistenza per gli assistenti delle cure è un tema dibattuto al tavolo interprovinciale caregiver. «Era necessario restituire ai caregiver una dignità - ha concluso Zanoli - e favorire un dialogo sulla comunità. Dobbiamo metterci al loro fianco per comprendere i bisogni che hanno». —

G.F.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google